A Firenze le cosiddette “buchette del vino” stanno vivendo una nuova stagione di popolarità. Piccole aperture nei muri, con sportello in legno e campanello, oggi permettono la somministrazione di vino ai turisti e sono diventate un’esperienza molto richiesta, con prezzi tra i 7 e i 15 euro a bicchiere.
Secondo l’Associazione Buchette del Vino, si tratta di una tradizione storica lunga circa 500 anni, oggi riscoperta ma anche spesso imitata.
Faglia: “Diffidate dalle imitazioni, serve tutela”
Il presidente Matteo Faglia lancia l’allarme sulle copie:
«Diffidate dalle imitazioni. Sono così amate da essere imitate e per questo chiediamo da anni, a gran voce, di tutelarle».
L’associazione ha censito circa 160 buchette, ma sostiene che solo una parte sia autentica e utilizzata per la somministrazione. Il tema è emerso anche durante la mostra “Le Buchette raccontano”, che ha registrato oltre 2.000 visitatori in una settimana a Palazzo Medici Riccardi.
Autenticità e nuove interpretazioni
Accanto alle buchette storiche, stanno nascendo anche interpretazioni moderne del fenomeno, come locali che riprendono l’idea della “wine window” per attrarre turisti. Alcuni operatori le considerano un omaggio alla tradizione, altri temono una perdita di autenticità.
Tra questi anche ristoratori che hanno introdotto versioni contemporanee delle buchette nei propri locali, attirando clienti ma sollevando dubbi sull’originalità e sull’assenza di regole chiare.
Una tradizione tra valorizzazione e rischio di banalizzazione
Il fenomeno è diventato globale, con imitazioni segnalate anche all’estero, ma secondo l’associazione il rischio maggiore sarebbe la proliferazione di copie anche nella stessa Firenze.
Per gli storici e gli operatori del settore si tratta di un equilibrio delicato tra valorizzazione turistica e tutela di un elemento identitario della città.
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