Una grande mostra che attraversa la storia della scultura, mettendo in dialogo epoche, culture e geografie diverse

Da oggi, 25 settembre 2026, Palazzo Strozzi presenta Broken. Il potere del frammento, una grande mostra che attraversa la storia della scultura dall’archeologia all’arte contemporanea, mettendo in dialogo epoche, culture e geografie diverse.

Organizzata con la National Gallery of Art di Washington, l’esposizione riunisce oltre ottanta opere e indaga le molteplici vite dei frammenti: opere trasformate dal tempo, dagli eventi naturali, dalle guerre, dall’iconoclastia, dal riuso e dalla stessa creazione artistica, che proprio nella loro condizione frammentaria acquistano nuovi significati.

Dalle civiltà dell’Egitto, della Mesoamerica, dell’Etruria, della Grecia e di Roma fino alle culture premoderne e moderne degli attuali Messico, Mali, Perù e Cambogia, il percorso invita a riflettere sul rapporto tra distruzione e memoria, perdita e immaginazione, assenza e sopravvivenza, mostrando come il frammento possa acquisire nuovi significati e diventare una presenza autonoma capace di interrogare il presente.  

La mostra Broken. Il potere del frammento è aperta tutti i giorni fino a 24 gennaio 2027, festivi inclusi, dalle 10.00 alle 20.00 e i giovedì fino alle 23.00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).
È possibile acquistare i biglietti online oppure direttamente a Palazzo Strozzi.

Il percorso espositivo attraversa i molteplici significati del frammento, mettendo in dialogo opere provenienti da epoche e culture lontane. Dalle prime sale dedicate a volti e corpi frammentari, con i resti del Monumento funebre a Margherita di Brabante di Giovanni Pisano, il Guerriero con scudo di Mont’e Prama e il Torso di Livorno, emerge come la rottura possa modificare nel tempo la percezione e il significato di una scultura.

La mostra indaga poi le diverse cause della frammentazione: iconoclastia, guerre, colonialismo e forze naturali. Opere segnate dalla Rivoluzione francese e dai conflitti mondiali si affiancano a sculture trasformate dal tempo, dall’acqua e dalle calamità, fino alle tracce lasciate dall’alluvione di Firenze del 1966. Il frammento diventa così testimonianza delle vicende storiche, politiche e naturali attraversate dalle opere.

Nelle sale successive l’attenzione si sposta sulla ricomposizione e sul frammento come linguaggio artistico autonomo. Da Michelangelo e Rodin fino a Louise Bourgeois, Robert Gober e agli artisti contemporanei, l’incompletezza diventa una possibilità espressiva e creativa. Focus dedicati a Danh Vo e Paul Pfeiffer conducono fino alle ricerche più recenti, mentre nel Cortile la mostra si estende con Silent Studio (Reduced to 88%) di Mark Manders, concepita come uno “studio temporaneo all’aperto”.

La mostra Broken. Il potere del frammento è organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, e dalla National Gallery of Art, Washington.
La mostra è curata da C.D. Dickerson III, direttore del Center for Advanced Study in the Visual Art, e da Andrew Sears, assistant curator of northern European paintings, entrambi della National Gallery of Art, in collaborazione con Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.
Sostenitori pubblici Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze.
Sostenitori privati Fondazione Palazzo Strozzi: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.
Con il supporto di: Maria Manetti Shrem, Gruppo Beyfin S.p.A., Apice


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