Il regista statunitense legge le poesie di Gabriele Tinti nel Cenacolo e nella Cappella dei Cerchi

 La sofferenza fisica e spirituale di San Francesco attraverso la voce di Abel Ferrara nel complesso della basilica di Santa Croce a Firenze. Il regista statunitense è stato protagonista del reading poetico di 'Stigmate, sanguinamenti e altre storie sacre' di Gabriele Tinti, all'interno della rassegna Genius Loci, in occasione degli ottocento anni dalla morte del santo di Assisi, teatro prima la Cappella dei Cerchi, poi il Cenacolo del complesso di Santa Croce.
      Al centro del reading, con Ferrara che ha letto i versi in lingua inglese, le stigmate, il momento in cui San Francesco vive sul proprio corpo la passione di Cristo. Pochi intensi minuti, una decina, in cui grazie all'interpretazione del regista newyorkese, il sangue e il dolore di San Francesco acquistano una particolare fisicità.
    La scelta di Santa Croce per 'rinnovare' il connubio tra Tinti e Ferrara non è casuale: vi si trova la Pala Bardi, la prima rappresentazione cronologica per immagini della vita di San Francesco, datata 1245-1250 e attribuita a Coppo di Marcovaldo, che ha ispirato l'opera del poeta e scrittore marchigiano: "Qui l'opera di Francesco si è fatta in qualche modo memoria, comunità e edificio, arte e immagine"; "Santa Croce è il simbolo della fortuna del messaggio di Francesco che poi è andato in tutto il mondo". 
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