Il club viola annuncia azioni legali contro le ricostruzioni della stampa e chiede una rettifica immediata

La ACF Fiorentina prende posizione in modo netto e deciso contro le accuse rivolte al compianto presidente Rocco B. Commisso, definendole “false, diffamatorie e prive di qualsiasi fondamento probatorio”.

Nel comunicato diffuso il 17 aprile 2026, la società viola e il presidente Giuseppe B. Commisso respingono integralmente quanto pubblicato dalla Gazzetta del Sud nell’articolo firmato da Rocco Muscari, intitolato “Inchiesta Risiko sui clan della Locride. Il ROS: ‘Rocco Commisso li finanziava’”.

Secondo il club, il titolo stesso rappresenta un elemento gravemente lesivo, poiché presenta come fatto accertato un’accusa che, nel corpo dell’articolo, viene invece trattata in forma ipotetica e condizionale. Una discrepanza che, sottolinea la Fiorentina, contravviene ai principi fondamentali del giornalismo, tra cui accuratezza e correttezza.

Accuse “de relato” e nessuna prova

Nel comunicato si evidenzia come l’intero impianto accusatorio sia basato su informazioni indirette e non verificabili. Lo stesso articolo, infatti, ammetterebbe che tali affermazioni avrebbero valore solo “se fossero pienamente verificabili”, ma nonostante ciò vengono proposte al pubblico in modo fuorviante.

La società denuncia quindi una narrazione costruita per suggerire conclusioni errate, capaci di generare un danno significativo alla reputazione di Rocco Commisso.

Il nodo del cognome e l’associazione fuorviante

Un passaggio particolarmente critico riguarda l’utilizzo del cognome “Commisso”. La Fiorentina condanna quella che definisce una “strumentalizzazione” del nome per creare un collegamento inesistente tra l’ex presidente e il clan di Siderno citato nell’inchiesta.

Lo stesso articolo, ricorda il club, riconosce esplicitamente che tra le due realtà non esiste “ovviamente alcun legame”. Proprio questa ammissione renderebbe, secondo la società, ancora più grave la scelta editoriale, accusata di indurre i lettori a una percezione distorta.

Una vita in contrasto con le insinuazioni

La Fiorentina ricostruisce poi il profilo umano e professionale di Rocco B. Commisso, sottolineando come la sua storia personale sia “in netto contrasto” con le accuse.

Nato in Calabria ed emigrato negli Stati Uniti a dodici anni, Commisso ha costruito una carriera di successo nel settore finanziario prima di fondare Mediacom Communications e acquistare la Fiorentina nel 2019.

Nel corso della sua vita si è distinto anche per l’impegno contro gli stereotipi legati alla comunità italo-americana e per una significativa attività filantropica, tra borse di studio e iniziative benefiche. Tra queste, anche il sostegno agli ospedali fiorentini durante l’emergenza Covid e le visite all’Ospedale Meyer.

La richiesta di rettifica e le azioni legali

Il club viola ha già dato mandato ai propri legali per tutelare la memoria e la reputazione dell’ex presidente. Nel comunicato viene formalmente richiesta una rettifica immediata, che chiarisca l’assenza di qualsiasi coinvolgimento di Rocco Commisso in attività illecite.

Inoltre, la Fiorentina diffida il quotidiano e il giornalista dal reiterare tali accuse, invitando anche altri organi di stampa a riportare integralmente la posizione ufficiale del club, evitando interpretazioni o speculazioni.

La linea è chiara: la società è pronta a intraprendere “ogni azione necessaria” per difendere il nome e l’eredità di Rocco B. Commisso.

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