"Giocare a illudersi è spesso l’unico stimolo per andare avanti, dovesse anche solo portarci a un semplice esercizio di fantasia."
E la Fiorentina, forse, ieri sera si era illusa per davvero di poter ribaltare il risultato. Di poter dedicare a Firenze una gioia, con 22 milioni di spettatori che di stimoli alla squadra di Vanoli ne hanno dati parecchi. E proprio di stimoli adesso si parla, perché tra le stanze del Viola Park si respira aria di stagione finita. Come se la Fiorentina non avesse più nulla da dire in questo campionato.
Lunedì ci sarà la sfida salvezza contro il Lecce e, in caso di vittoria, ogni tipo di incubo verrà scacciato dalla mente anche del tifoso più pessimista. E dopo?
Dopo succederà che il futuro prenderà il sopravvento e che il presente diventerà di intralcio per la curiosità di chi vuole scoprire come rinascerà la squadra viola. Eppure molti dovranno giocarsi la riconferma, a partire dai giocatori.
Luca Ranieri proverà a dimostrare che la fascia da capitano è ancora roba sua, anche se, visti i risultati senza, non sembra poi così fondamentale. Pietro Comuzzo, invece, dovrà far capire che quello visto quest’anno è solo l’ombra del vero difensore roccioso che Rocco Commisso coccolava contro tutto e tutti. Dodô dovrà fare un passo avanti per rinnovare il suo contratto; Gosens guardarsi allo specchio e capire se il gol alla Lazio sia stato il suo canto del cigno.
Fagioli, ormai, si è preso la Fiorentina sulle spalle, ma la differenza tra buon giocatore e campione è abissale e ci sono ancora sei partite per togliere ogni dubbio. Ndour avrà il tempo per trasformare in realtà il sogno Nazionale; Mandragora, invece, per capire se la sua avventura a Firenze sia ai titoli di coda. Fabbian e Brescianini festeggeranno più di tutti la salvezza in viola con il loro riscatto, e Solomon dovrà convincere che gli infortuni sono solo un lontano ricordo.
Arriverà poi il momento di Moise Kean, fermo a causa di un problema alla tibia. Arriverà il momento in cui l’attaccante della Fiorentina tornerà in campo per guardare negli occhi compagni e tifosi. Per il club la stagione potrebbe anche essere finita, ma non per un attaccante che vive per i gol. Per lui gli stimoli sono in ogni angolo della sua vita, infortunio permettendo. Con una cessione probabile a fine stagione, l’avventura di Kean a Firenze merita di concludersi con un finale degno, e non con i cerotti di uno scomodo infortunio.
Chi, in questo momento, ha più stimoli di tutti è Paolo Vanoli. Sì, il visitatore 24 ore su 24 del Viola Park. Firenze ieri ha applaudito prima e dopo il suo allenatore, e chi conosce questa piazza sa quanto sia complicato meritarsi l’affetto dei tifosi.
In queste sei partite Vanoli proverà in ogni modo a convincere Fabio Paratici che questa può essere ancora la sua Fiorentina. Che davvero può esistere un futuro a tinte viola con Vanoli in panchina. Perché la stagione può anche essere giunta al termine, ma spesso è proprio dalla fine che può nascere qualcosa di nuovo.
E la Fiorentina, forse, ieri sera si era illusa per davvero di poter ribaltare il risultato. Di poter dedicare a Firenze una gioia, con 22 milioni di spettatori che di stimoli alla squadra di Vanoli ne hanno dati parecchi. E proprio di stimoli adesso si parla, perché tra le stanze del Viola Park si respira aria di stagione finita. Come se la Fiorentina non avesse più nulla da dire in questo campionato.
Lunedì ci sarà la sfida salvezza contro il Lecce e, in caso di vittoria, ogni tipo di incubo verrà scacciato dalla mente anche del tifoso più pessimista. E dopo?
Dopo succederà che il futuro prenderà il sopravvento e che il presente diventerà di intralcio per la curiosità di chi vuole scoprire come rinascerà la squadra viola. Eppure molti dovranno giocarsi la riconferma, a partire dai giocatori.
Luca Ranieri proverà a dimostrare che la fascia da capitano è ancora roba sua, anche se, visti i risultati senza, non sembra poi così fondamentale. Pietro Comuzzo, invece, dovrà far capire che quello visto quest’anno è solo l’ombra del vero difensore roccioso che Rocco Commisso coccolava contro tutto e tutti. Dodô dovrà fare un passo avanti per rinnovare il suo contratto; Gosens guardarsi allo specchio e capire se il gol alla Lazio sia stato il suo canto del cigno.
Fagioli, ormai, si è preso la Fiorentina sulle spalle, ma la differenza tra buon giocatore e campione è abissale e ci sono ancora sei partite per togliere ogni dubbio. Ndour avrà il tempo per trasformare in realtà il sogno Nazionale; Mandragora, invece, per capire se la sua avventura a Firenze sia ai titoli di coda. Fabbian e Brescianini festeggeranno più di tutti la salvezza in viola con il loro riscatto, e Solomon dovrà convincere che gli infortuni sono solo un lontano ricordo.
Arriverà poi il momento di Moise Kean, fermo a causa di un problema alla tibia. Arriverà il momento in cui l’attaccante della Fiorentina tornerà in campo per guardare negli occhi compagni e tifosi. Per il club la stagione potrebbe anche essere finita, ma non per un attaccante che vive per i gol. Per lui gli stimoli sono in ogni angolo della sua vita, infortunio permettendo. Con una cessione probabile a fine stagione, l’avventura di Kean a Firenze merita di concludersi con un finale degno, e non con i cerotti di uno scomodo infortunio.
Chi, in questo momento, ha più stimoli di tutti è Paolo Vanoli. Sì, il visitatore 24 ore su 24 del Viola Park. Firenze ieri ha applaudito prima e dopo il suo allenatore, e chi conosce questa piazza sa quanto sia complicato meritarsi l’affetto dei tifosi.
In queste sei partite Vanoli proverà in ogni modo a convincere Fabio Paratici che questa può essere ancora la sua Fiorentina. Che davvero può esistere un futuro a tinte viola con Vanoli in panchina. Perché la stagione può anche essere giunta al termine, ma spesso è proprio dalla fine che può nascere qualcosa di nuovo.
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