Un filo invisibile ha legato i viola a questa competizione ma l'anno prossimo la squadra non giocherà in Europa

4 anni consecutivi di Conference League, 60 partite giocate, record, emozioni, trasferte improbabili, tante squadre esotiche affrontate (spesso di un livello piuttosto basso) e quella sensazione amara di aver fatto così tante partite senza però essere riusciti a sollevare quel trofeo, o perché la Fiorentina è scivolata sul più bello o perché ha trovato squadre più forti di lei (oppure squadre che stavano meglio in quel momento).

Questi, in estrema sintesi, gli ultimi 4 anni europei della Fiorentina. A Firenze la Conference League era diventata un’abitudine. Una sorta di filo invisibile ha collegato per 4 anni la squadra a questa competizione. In campionato la Fiorentina poteva arrivare ottava, settima o sesta (come è successo) ma alla fine sapeva che sarebbe tornata lì, nella competizione che ormai era diventata casa sua.

E allora fa ancora strano pensare che nella prossima stagione al Franchi non ci sarà la Conference e che i tifosi della Fiorentina il giovedì sera non vedranno giocare i viola, perché dopo 4 anni il filo invisibile si è spezzato.

In una stagione così difficile, l’unica strada che poteva portare la Fiorentina ancora in Europa era l’Europa stessa, perché vincendo la Conference i viola si sarebbero qualificati alla prossima Europa League, ed ecco dunque che l’eliminazione di ieri assume ancora più significato.

Il Crystal Palace diventa così la quarta squadra che infrange i sogni viola in altrettanti anni, unendosi a West Ham, Olympiacos e Betis Siviglia. Due finali perse, un’eliminazione in semifinale ed un’eliminazione ai quarti. Questo ormai è il recente passato. Quello che Italiano, Palladino e Vanoli ricorderanno, ripensando alle loro avventure viola.

In futuro invece chissà, forse la Conference tornerà presto al Franchi, anche se tanti si augurano che a Firenze possa tornare un’Europa più importante. Di certo non nella prossima stagione, ma la speranza è che il “digiuno da Europa” duri soltanto un anno, per poi tornare a sentire questa musichetta o magari un’altra musichetta, molto più famosa e molto più nobile.

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