Tutto sarebbe nato dalle critiche di Pengwin dopo Italia-Bosnia

L'attaccante della Fiorentina Moise Kean è finito sotto i riflettori stavolta non per un gol ma per la polemica con Kristian Pengwin, influencer "analista sportivo", innescata dalle critiche mosse da quest'ultimo nei confronti del centravanti del club viola e della Nazionale per la rete sbagliata nella ripresa della finale dei playoff mondiali con la Bosnia.
    
Le critiche di Pengwin non si sono fermate a quel match ma hanno coinvolto anche l'intera stagione disputata con la Fiorentina da Kean, ritenuta negativa ancorché condizionata da una serie di infortuni (pure ieri sera ha saltato il ritorno dei quarti di Conference League con il Crystal Palace non solo per il perdurante dolore alla tibia ma anche perché influenzato). Lo stesso 'creatore di contenuti', oltre un milione di follower, nei giorni seguenti ha pubblicato gli screenshot di un'accesa conversazione avuta col giocatore viola nei quali gli faceva notare di parlare troppo invitandolo poi a incontrarsi di persona. Cosa avvenuta a Firenze davanti all'abitazione di Kean (in casa ci sarebbe stata anche la mamma) su organizzazione de 'Le Iene'. L'incontro, al centro di una puntata andata in onda su Italia 1, invece che portare a un chiarimento è sfociata in un'altra discussione come mostra il video in cui si sente Kean rivolgersi a Pengwin con toni e termini minacciosi come "ti ammazzo di botte, ti atterro, ti anniento", e l'altro, sempre sotto casa dell'attaccante, a replicare. A quel punto è intervenuto l'autore del servizio, Stefano Corti e dopo il momento di tensione Kean è rientrato nella propria abitazione per poi, più tardi, accettare in un clima più sereno di farsi intervistare da Corti al Viola Park e chiedere scusa. '

'Devi capire che siamo persone normali, sbagliamo, siamo essere umani anche noi. Le critiche vanno accettate per quello che facciamo, comunque volevo anche scusarmi, non è un esempio perché ci sono tanti ragazzi che mi guardano e di sicuro non è stata una scena bella - ha ammesso l'attaccante - Però allo stesso tempo non ritiro quello che ho detto. Se farei pace con Pengwin? Sì, ma guarda che per me finisce qui".

    
Invece sull'accaduto torna l'influencer: "Quello che è avvenuto non è stato un diverbio. Si è trattato di una aggressione verbale unilaterale nei miei confronti, nel corso della quale Moise Kean ha pronunciato parole gravi e minacciose".
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