'Un quadro della vita del pittore livornese'

Nuova edizione per la biografia del 'macchiaiolo' Giovanni Fattori (edita da Effigi) della giornalista e romanziera Anna Franchi (1867 - 1954). Ieri la presentazione a Firenze, nella sede della presidenza della Regione a Palazzo Strozzi Sacrati, alla presenza, tra gli altri, del governatore toscano Eugenio Giani e della curatrice della riedizione Elisabetta De Troja.
 
"Un quadro della vita del pittore livornese - ha sottolineato Giani - che ritrae, per citare un altro toscano, quel senso di triste malinconia che accompagna certe scene de La bohème di Puccini: scanzonata vita di persone che fanno fatica a 'riscuotere' e vivono la giornata cercando di mettere insieme il pane quotidiano con l'attività artistica".

In poco più di cento pagine, si spiega in una nota, Anna Franchi, fra le prime donne italiane a scrivere come corrispondente e specialista di arti figurative, racconta l'amico Fattori in un ritratto dove le difficoltà economiche ed i mancati riconoscimenti degli ambienti artistici si accompagnano all'evoluzione della poetica realista influenzata dal gruppo dei Macchiaioli. C'è la Firenze di quegli anni, divenuta città di adozione per entrambi. "Nelle pagine di Anna Franchi - continua Giani - ci sono altri artisti macchiaioli, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, ma anche quel Carlo Lorenzini che si rifugiò dopo i sogni del Risorgimento nella letteratura per l'infanzia.

Ritroviamo gli ambienti della Firenze Capitale d'Italia dove pochi speculatori si arricchiranno ai danni dei piccoli risparmiatori lucrando sui nuovi edifici di piazza Indipendenza ed i quartieri della città post unitaria, in un mondo che svanirà dopo la breccia di Porta Pia nel 1870". "Anna Franchi e Giovanni Fattori - spiega Elisabetta De Troja - erano strettamente uniti dalla loro identità di livornesi adottati da Firenze nei loro rispettivi talenti. Due caratteri forti e rivoluzionari.

La stima e l'affetto che li legano è tutta nella biografia della Franchi che racconta un Fattori visto di profilo e anche di sghembo, perché nelle sue pagine si parla di arte, ma soprattutto si parla di vita e del grande affetto dimostrato per questo amico con il quale molto spesso divide sofferenze e delusioni". 
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