Nuovi divieti e controlli automatici preoccupano cittadini e imprese: nel mirino soprattutto i mezzi più vecchi

Con l’introduzione dello Scudo verde nella Città Metropolitana di Firenze, oltre 43mila veicoli rischiano di non poter più circolare nell’area controllata entro il 2027. Il cambiamento principale riguarda il sistema di verifica: dai controlli sporadici della polizia municipale si passerà a varchi elettronici che renderanno automatico il rispetto dei divieti.

La prima fase scatterebbe nel 2026 e coinvolgerebbe 11.621 mezzi tra auto private e veicoli commerciali: in particolare benzina Euro 1 e diesel Euro 2, oltre ad alcuni autocarri. Il vero salto avverrà però nel 2027, quando le limitazioni si estenderanno a benzina Euro 2 e diesel Euro 3, portando il totale dei veicoli esclusi a oltre 32mila in quell’anno.

Complessivamente, nei due step previsti, si arriva a 43.752 mezzi interessati. Un numero che evidenzia non solo l’impatto ambientale della misura, ma anche quello economico e sociale.

Le principali preoccupazioni arrivano dalle associazioni di categoria, come CNA Firenze Metropolitana, Confartigianato Firenze e Confcommercio Toscana, che sottolineano le difficoltà per imprese e lavoratori nel sostituire i mezzi in tempi rapidi, soprattutto nel settore del trasporto merci.

Secondo gli operatori, molte aziende lavorano con margini ridotti e utilizzano veicoli specializzati difficili da rinnovare velocemente. Inoltre, una larga parte del parco circolante commerciale è ancora sotto Euro 4.

Tra le richieste avanzate: incentivi più ampi, tempi più graduali e deroghe specifiche, come quelle per gli ambulanti dei mercati rionali, rappresentati da Anva Confesercenti Firenze, che propongono finestre orarie di accesso per continuare a lavorare.

Il nodo resta aperto: mentre gli obiettivi ambientali sono condivisi, il timore diffuso è che le nuove regole possano avere effetti pesanti sull’economia locale senza adeguate misure di accompagnamento. Lo riporta la Nazione. 



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