Secondo gli esperti, l'IA non sostituirà gli esseri umani nelle redazioni giornalistiche

Dal rapporto tra Intelligenza artificiale e informazione al pluralismo dei media e alla necessità di "regolamentare a livello europeo l'Ia": di questo si è parlato al convegno oggi a Firenze dal titolo ''L'Europa ha un futuro digitale?' promosso dalla Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, con la Scuola di Scienze politiche e realizzato grazie al contributo della Direzione generale educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura.

      Valdo Spini, presidente della Fondazione Rosselli, ha spiegato che un tema "è come vengono controllate le grandi piattaforme su cui si basa l'IA. Queste hanno bisogno di regolamentazioni e questo è quello che sta cercando di fare l'Unione Europea, a volte trovandosi in dissenso con gli Stati Uniti: penso che dobbiamo incoraggiare questo approccio europeo".

     Il secondo tema è "cosa succede a livello soggettivo se questi meccanismi di IA" rischiano di "soppiantare le redazioni giornalistiche. Direi che questo", ha aggiunto, non accadrà "perché le scelte dei contenuti non possono essere automatiche ma deve essere fatta a livello umano. Il dibattito è fondamentale, da qui il valore di queste ha un futuiniziative".

    Secondo Carlo Sorrentino, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali all'ateneo di Firenze, "l'Ia non sostituirà gli umani nel giornalismo, ma possiamo prevedere che svolgerà tutta una serie di compiti ripetitivi. L'informazione giornalistica servirà non solo a darci" le notizie "ma pure a farcele capire, interpretare".

      Andrea Simoncini, professore ordinario di diritto costituzionale e direttore del Cyber Rights Unifi, ha spiegato che i contenuti prodotti da "Ia sono senza padre né madre nella migliore delle ipotesi, mentre nella peggiore sono utilizzati per scopi che non sempre possono essere trasparenti".

     Anche Stefano Balassone, presidente di Articolo Quinto, ha osservato che "le attività tradizionali verranno editate da sistemi automatici ma resta la parte più qualificata del giornalismo, su cui si deve investire". A livello europeo Elda Brogi, vicedirettrice del Center for Media Pluralism and Media Freedom all'Istituto Universitario Europeo di Firenze, ha spiegato che "l'Italia è al centro della classifica" per il pluralismo, "il servizio pubblico è un grande asset del nostro Paese ma rischia di essere sempre catturato dalla maggioranza" politica "di turno". I saluti sono stati affidati al presidente della facoltà 'Cesare Alfieri' Andrea Lippi che ha evidenziato che la scuola "è intrisa di comunicazione". Nel pomeriggio tavola rotonda a cui parteciperanno anche esponenti politici tra cui Simona Bonafè (Pd) e Maurizio Gasparri (FI).
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies