Tra il 2022 e il 2025 gli studentati privati di Firenze hanno versato circa 311 mila euro di tassa di soggiorno, secondo i dati forniti in Consiglio comunale dall’assessora all’Urbanistica Caterina Biti. Una cifra considerata molto bassa, soprattutto se confrontata con gli incassi complessivi della città: 68 milioni nel 2023 e 77 milioni nel 2024.
Secondo le opposizioni, in particolare Sinistra Progetto Comune, il dato rappresenta meno dello 0,1% del gettito annuale e solleva interrogativi sui controlli e sulla reale attività delle strutture, anche alla luce dei limiti previsti per l’uso ricettivo. Il confronto politico si concentra quindi sull’efficacia della vigilanza e sulla trasparenza dei dati.
Anche Federalberghi Firenze, tramite il presidente Francesco Bechi, chiede verifiche più approfondite, sottolineando la necessità di controlli incrociati tra registri degli alloggiati e tassa di soggiorno. Il tema si intreccia con la regolamentazione degli studentati, accusati da alcuni operatori di beneficiare di condizioni più favorevoli rispetto ad altre strutture ricettive.
In Consiglio comunale, Biti ha spiegato che le strutture attive sono 11 e ha ammesso criticità nei controlli su eventuali attività turistiche non comunicate, annunciando possibili verifiche e sanzioni. Le opposizioni, però, contestano metodo e merito delle regole attuali, ritenendole insufficienti e poco efficaci nella gestione del fenomeno. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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