Due anni dell'islandese a Firenze, con tanti tifosi che ormai si sono arresi...

Prendete il Gudmundsson di ieri sera e prendete il Gudmundsson versione Genoa, stagione 2023/2024: difficile accettare il concetto che si tratti dello stesso giocatore. Non è di certo il primo calciatore che passa da una squadra all'altra e cambia così tanto (e di certo non sarà neanche l'ultimo) ma la trasformazione da un numero 10 pieno di fantasia e talento che può accendersi in qualsiasi momento ad un giocatore modesto, troppe volte ben al di sotto della sufficienza, resta eclatante. Spesso, per provare a giustificare tutto questo, viene evocato il tema tattico, ovvero la libertà che aveva al Genoa e una sorta di "ingabbiamento" che vive a Firenze, ma è davvero così? E nel caso può essere solo questo? Difficile accettarlo. Contro il Crystal Palace aveva dato dei segnali discreti ma ieri ha puntualmente fatto diversi passi indietro, risultando il peggiore in campo in una Fiorentina veramente brutta. 6 passaggi imprecisi, 9 possessi persi e 25 palloni toccati nei 60 minuti in cui è rimasto in campo. Davvero troppo poco, per uno come lui. Nel post partita Vanoli ha risposto così ad una domanda diretta sulla discontinuità dell'islandese: "Nel calcio di oggi il sistema di gioco nella partita può variare, come è successo spesso si trova a giocare dietro i due centrocampisti. Nel primo tempo tanti errori tecnici non ci hanno permesso di trovarlo tra le linee, però i ragazzi devono capire che la Fiorentina viene prima di tutto. Per le sue qualità qualcosa in più tra le linee si poteva fare". E se lo dice anche l'allenatore...

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