Un appello alle istituzioni regionali e a tutto il sistema delle autonomie locali toscane, affinché si deliberino nel minor tempo possibile la 'Legge regionale sulle aree idonee' e la 'Norma applicativa sulle zone di accelerazione' indispensabili per rispettare gli obiettivi, nazionali e regionali, di mitigazione della crisi climatica è stato lanciato dall'Assemblea dei circoli di Legambiente Toscana in occasione della 56/a edizione della Giornata della Terra.
"Dobbiamo prendere atto della gravità della situazione", dichiarano i Circoli Legambiente della Toscana. "Le leve per affrontare il riscaldamento globale passano necessariamente da un totale capovolgimento del paradigma energetico, finora fondato sullo spreco e sull'insostenibilità delle fonti fossili (carbone, petrolio e gas). Per questo, vogliamo una legge regionale sulle aree idonee alle rinnovabili che sia redatta in modo chiaro e inattaccabile, per evitare il rischio di contenziosi legali che rallenterebbero il ritmo della transizione. Prima infatti raggiungeremo gli obiettivi di decarbonizzazione, prima riusciremo a riportare sotto controllo gli effetti del global warming, che continuano a colpire duramente gli ecosistemi di tutto il mondo, e in particolare quello che è diventato un vero e proprio hotspot climatico: il nostro Mar Mediterraneo". "Dobbiamo anche prendere atto di un'altra evidenza: le fonti fossili grondano di sangue. Un tributo di vite umane, di ingiustizie, di disuguaglianze che non possiamo più permetterci di accettare. Lo scenario geopolitico contemporaneo è sfacciatamente chiaro. Il sistema energetico attuale ci rende fortemente dipendenti dalle importazioni delle fossili, e quando l'offerta si riduce (a causa, ad esempio, delle guerre) subiamo subito un aumento esorbitante dei prezzi su carburanti, gas ed elettricità. Solo la produzione da mix di fonti rinnovabili, se sviluppata in modo armonioso e con gli opportuni accorgimenti per lo stoccaggio dell'energia prodotta - proseguono -, può liberarci da questa dipendenza, intollerabile, promuovendo al contempo una cultura di pace e di interdipendenza tra i popoli". "Da ultimo, formuliamo questo appello anche per ragioni di convenienza economica", concludono i Circoli Legambiente della Toscana.
"Dobbiamo prendere atto della gravità della situazione", dichiarano i Circoli Legambiente della Toscana. "Le leve per affrontare il riscaldamento globale passano necessariamente da un totale capovolgimento del paradigma energetico, finora fondato sullo spreco e sull'insostenibilità delle fonti fossili (carbone, petrolio e gas). Per questo, vogliamo una legge regionale sulle aree idonee alle rinnovabili che sia redatta in modo chiaro e inattaccabile, per evitare il rischio di contenziosi legali che rallenterebbero il ritmo della transizione. Prima infatti raggiungeremo gli obiettivi di decarbonizzazione, prima riusciremo a riportare sotto controllo gli effetti del global warming, che continuano a colpire duramente gli ecosistemi di tutto il mondo, e in particolare quello che è diventato un vero e proprio hotspot climatico: il nostro Mar Mediterraneo". "Dobbiamo anche prendere atto di un'altra evidenza: le fonti fossili grondano di sangue. Un tributo di vite umane, di ingiustizie, di disuguaglianze che non possiamo più permetterci di accettare. Lo scenario geopolitico contemporaneo è sfacciatamente chiaro. Il sistema energetico attuale ci rende fortemente dipendenti dalle importazioni delle fossili, e quando l'offerta si riduce (a causa, ad esempio, delle guerre) subiamo subito un aumento esorbitante dei prezzi su carburanti, gas ed elettricità. Solo la produzione da mix di fonti rinnovabili, se sviluppata in modo armonioso e con gli opportuni accorgimenti per lo stoccaggio dell'energia prodotta - proseguono -, può liberarci da questa dipendenza, intollerabile, promuovendo al contempo una cultura di pace e di interdipendenza tra i popoli". "Da ultimo, formuliamo questo appello anche per ragioni di convenienza economica", concludono i Circoli Legambiente della Toscana.
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