AGGIORNAMENTO
L'intesa sui servizi dei musei statali fiorentini "è una stabilizzazione a metà: non solo perché lascia fuori una parte dei precari storici, ma perché si basa sull'utilizzo di una nuova forma di lavoro precario 'a tempo indeterminato'". Così il sindacato Sudd Cobas commenta l'accordo raggiunto oggi nella sede della Regione Toscana. "Un accordo che prevede contratti a part-time verticale ciclico. Tradotto, i lavoratori avranno 33 ore di lavoro a settimana dal mese di aprile a ottobre, i restanti mesi dell'anno li passeranno a casa a zero ore di lavoro e zero salario. Chi ha firmato l'accordo in Regione dovrebbe spiegare ai lavoratori ed alle loro famiglie come mangeranno e pagheranno affitti e mutui da novembre ad aprile di ogni anno".
I Sudd Cobas lamentano l'esclusione dal tavolo dove è stata firmata l'intesa "nonostante siamo stati gli unici a rappresentare i precari storici ed essersi battuti in questi mesi per la loro stabilizzazione" e "averne richiesto per mesi" la convocazione. "Un accordo fatto alle spalle dei lavoratori e dei loro rappresentanti non è mai un buon accordo", aggiungono, "la convocazione che abbiamo ricevuto per il prossimo 4 maggio in Regione Toscana suona come una presa in giro".
In ogni caso, dicono ancora i Sudd Cobas, "molti dei precari storici che hanno lottato in questi mesi rientreranno a lavoro nei prossimi giorni, e questo è senz'altro il risultato della lotta di questi mesi", ma "la vertenza, per quanto ci riguarda é tutt'altro che chiusa. Per chi è rimasto di nuovo escluso e per chi a novembre si ritroverà con in mano un contratto a tempo indeterminato ma senza lavoro né stipendio. Rimaniamo convinti che i lavoratori che rendono possibile a Firenze di essere famosa in tutto il mondo come città di arte meritino di più".
Sottoscritta oggi in Regione Toscana a Firenze un'intesa complessiva sui servizi dei musei statali fiorentini che "tutela i livelli occupazionali e impegna alla stabilizzazione dei lavoratori precari". Lo spiega la Regione, precisando che l'accordo è stato siglato al termine della riunione del tavolo di crisi regionale alla presenza di Valerio Fabiani, consigliere del governatore Eugenio Giani per il lavoro e le crisi aziendali e l'assessore al lavoro di Firenze Dario Danti.
La vertenza è nata con il cambio di gestione dei servizi museali, avvenuto nell'ambito della 'gara Uffizi', da Opera laboratori fiorentini al nuovo concessionario, il Rti CoopCulture-Electa Mondadori, società firmatarie oggi dell'accordo insieme a Uffizi, Filcams-Cgil Firenze, Uiltucs Toscana-Uil e Rsu aziendali. L'accordo riguarda anche i musei afferenti alla Direzione regionale Toscana e quelli rimasti in gestione di Opera laboratori fiorentini che fanno capo all'ente museale Bargello.
Tra i punti fondamentali la conferma degli accordi che garantiscono "la piena salvaguardia" dell'occupazione di tutti i 139 lavoratori aventi diritto e di tutte le condizioni economiche, normative e contrattuali. C'è poi l'impegno delle parti firmatarie alla stabilizzazione del personale con contratto a termine e il miglioramento delle condizioni di impiego dei lavoratori per far fronte ai picchi stagionali. Per i "precari storici", Opera laboratori ha ribadito la stabilizzazione di 25 lavoratori che si aggiungono ai 3 addetti stabilizzati da Coopculture. Per il personale durante l'alta stagione impegno delle due aziende ad adottare prioritariamente part time verticali/ciclici come inquadramento contrattuale standard per garantire stabilità.
"L'intesa - spiega Fabiani - si configura come metodo di garanzia dei lavoratori della cultura e in particolare del personale dei musei statali fiorentini, che costituirà punto di riferimento per il futuro, facendo da base per ulteriori implementazioni". "Grazie al lavoro avviato al tavolo regionale è proseguito in sede sindacale - osserva Fabiani - si è riusciti a tutelare tutto il personale, sia quello direttamente coinvolto dal cambio di concessione che lavoratori impiegati nei servizi accessori, un obiettivo tutt'altro che scontato".
Per Danti "l'intesa raggiunta oggi rappresenta un risultato importante per la tutela del lavoro nei servizi culturali fiorentini. Come Comune di Firenze abbiamo seguito con grande attenzione questa vertenza, e riteniamo fondamentale il risultato ottenuto, che garantisce la piena salvaguardia dei livelli occupazionali e delle condizioni contrattuali di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti".
"L'accordo - aggiunge - introduce anche impegni concreti sul fronte della stabilizzazione del personale precario, a partire dai cosiddetti 'precari storici', e individua strumenti più equi per la gestione della stagionalità, contrastando forme di lavoro instabile. Il lavoro svolto al tavolo regionale, insieme alle organizzazioni sindacali, alle aziende e alle istituzioni coinvolte, dimostra che è possibile coniugare qualità dei servizi culturali e diritti del lavoro. Firenze conferma così, anche attraverso l'impegno del Comune, la propria attenzione verso chi ogni giorno contribuisce al funzionamento e alla valorizzazione del nostro sistema museale".
"Continueremo a monitorare l'attuazione dell'intesa - conclude Danti - e a lavorare affinché questo metodo diventi un riferimento anche per il futuro, rafforzando un modello che mette al centro il lavoro di qualità e la dignità delle persone".
L'intesa sui servizi dei musei statali fiorentini "è una stabilizzazione a metà: non solo perché lascia fuori una parte dei precari storici, ma perché si basa sull'utilizzo di una nuova forma di lavoro precario 'a tempo indeterminato'". Così il sindacato Sudd Cobas commenta l'accordo raggiunto oggi nella sede della Regione Toscana. "Un accordo che prevede contratti a part-time verticale ciclico. Tradotto, i lavoratori avranno 33 ore di lavoro a settimana dal mese di aprile a ottobre, i restanti mesi dell'anno li passeranno a casa a zero ore di lavoro e zero salario. Chi ha firmato l'accordo in Regione dovrebbe spiegare ai lavoratori ed alle loro famiglie come mangeranno e pagheranno affitti e mutui da novembre ad aprile di ogni anno".
I Sudd Cobas lamentano l'esclusione dal tavolo dove è stata firmata l'intesa "nonostante siamo stati gli unici a rappresentare i precari storici ed essersi battuti in questi mesi per la loro stabilizzazione" e "averne richiesto per mesi" la convocazione. "Un accordo fatto alle spalle dei lavoratori e dei loro rappresentanti non è mai un buon accordo", aggiungono, "la convocazione che abbiamo ricevuto per il prossimo 4 maggio in Regione Toscana suona come una presa in giro".
In ogni caso, dicono ancora i Sudd Cobas, "molti dei precari storici che hanno lottato in questi mesi rientreranno a lavoro nei prossimi giorni, e questo è senz'altro il risultato della lotta di questi mesi", ma "la vertenza, per quanto ci riguarda é tutt'altro che chiusa. Per chi è rimasto di nuovo escluso e per chi a novembre si ritroverà con in mano un contratto a tempo indeterminato ma senza lavoro né stipendio. Rimaniamo convinti che i lavoratori che rendono possibile a Firenze di essere famosa in tutto il mondo come città di arte meritino di più".
Sottoscritta oggi in Regione Toscana a Firenze un'intesa complessiva sui servizi dei musei statali fiorentini che "tutela i livelli occupazionali e impegna alla stabilizzazione dei lavoratori precari". Lo spiega la Regione, precisando che l'accordo è stato siglato al termine della riunione del tavolo di crisi regionale alla presenza di Valerio Fabiani, consigliere del governatore Eugenio Giani per il lavoro e le crisi aziendali e l'assessore al lavoro di Firenze Dario Danti.
La vertenza è nata con il cambio di gestione dei servizi museali, avvenuto nell'ambito della 'gara Uffizi', da Opera laboratori fiorentini al nuovo concessionario, il Rti CoopCulture-Electa Mondadori, società firmatarie oggi dell'accordo insieme a Uffizi, Filcams-Cgil Firenze, Uiltucs Toscana-Uil e Rsu aziendali. L'accordo riguarda anche i musei afferenti alla Direzione regionale Toscana e quelli rimasti in gestione di Opera laboratori fiorentini che fanno capo all'ente museale Bargello.
Tra i punti fondamentali la conferma degli accordi che garantiscono "la piena salvaguardia" dell'occupazione di tutti i 139 lavoratori aventi diritto e di tutte le condizioni economiche, normative e contrattuali. C'è poi l'impegno delle parti firmatarie alla stabilizzazione del personale con contratto a termine e il miglioramento delle condizioni di impiego dei lavoratori per far fronte ai picchi stagionali. Per i "precari storici", Opera laboratori ha ribadito la stabilizzazione di 25 lavoratori che si aggiungono ai 3 addetti stabilizzati da Coopculture. Per il personale durante l'alta stagione impegno delle due aziende ad adottare prioritariamente part time verticali/ciclici come inquadramento contrattuale standard per garantire stabilità.
"L'intesa - spiega Fabiani - si configura come metodo di garanzia dei lavoratori della cultura e in particolare del personale dei musei statali fiorentini, che costituirà punto di riferimento per il futuro, facendo da base per ulteriori implementazioni". "Grazie al lavoro avviato al tavolo regionale è proseguito in sede sindacale - osserva Fabiani - si è riusciti a tutelare tutto il personale, sia quello direttamente coinvolto dal cambio di concessione che lavoratori impiegati nei servizi accessori, un obiettivo tutt'altro che scontato".
Per Danti "l'intesa raggiunta oggi rappresenta un risultato importante per la tutela del lavoro nei servizi culturali fiorentini. Come Comune di Firenze abbiamo seguito con grande attenzione questa vertenza, e riteniamo fondamentale il risultato ottenuto, che garantisce la piena salvaguardia dei livelli occupazionali e delle condizioni contrattuali di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti".
"L'accordo - aggiunge - introduce anche impegni concreti sul fronte della stabilizzazione del personale precario, a partire dai cosiddetti 'precari storici', e individua strumenti più equi per la gestione della stagionalità, contrastando forme di lavoro instabile. Il lavoro svolto al tavolo regionale, insieme alle organizzazioni sindacali, alle aziende e alle istituzioni coinvolte, dimostra che è possibile coniugare qualità dei servizi culturali e diritti del lavoro. Firenze conferma così, anche attraverso l'impegno del Comune, la propria attenzione verso chi ogni giorno contribuisce al funzionamento e alla valorizzazione del nostro sistema museale".
"Continueremo a monitorare l'attuazione dell'intesa - conclude Danti - e a lavorare affinché questo metodo diventi un riferimento anche per il futuro, rafforzando un modello che mette al centro il lavoro di qualità e la dignità delle persone".
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