Via libera della Giunta regionale della Toscana a criteri e indirizzi per la riapertura di due bandi destinati a sostenere le Pmi attraverso l'abbattimento degli interessi e delle commissioni di garanzia per investimenti produttivi. Entrambi prevedono la concessione di sovvenzioni su finanziamenti importi fino a 50mila euro (Bando 1.3.2 Micro) e di sovvenzioni su finanziamenti concessi dalle banche sulla linea di credito 'Regione Toscana EU blending 2023-0118' della Bei (Bando 1.3.2 BEI). Nello specifico, spiega la Regione, la delibera di Giunta ha rivisto alcuni elementi del bando per renderli più appetibili alle imprese. Per la riapertura dei bandi messi a disposizione 2,5 milioni di euro.
In estrema sintesi, spiega la Regione, si prevede che la concessione dei contributi possa avvenire anche nel cosiddetto regime 'de minimis', cioè quello previsto dal Regolamento Ue 2023/2831 che permette agli Stati membri di erogare aiuti di Stato di modesta entità alle imprese, senza dover attendere una specifica autorizzazione dalla Commissione europea, in quanto non considerati distorsivi della concorrenza. Inoltre vengono riconosciute tra le spese ammissibili quelle legate a interventi di manutenzione straordinaria sugli immobili eliminando il vincolo del 30% dell'importo dell'intero progetto, fermo restando che gli interventi sono ammissibili solo se conformi agli standard energetici nazionali. Infine deciso di inserire tra i destinatari della Linea A del 'Bando 1.3.2 Micro' anche le Pmi costituite da non oltre 36 mesi precedenti la data di presentazione della domanda, che abbiano rilevato o intendano rilevare l'attività di uno stabilimento chiuso, o che sarebbe stato chiuso se non fosse stato acquistato.
Come spiegato dal governatore Eugenio Giani e dall'assessore toscano a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras, è stato deciso di riaprire i due bandi "approvando indirizzi e criteri che puntano a rendere gli interventi maggiormente attrattivi e anche e rivedere alcuni elementi per cercare di accelerare la spesa. In una fase piuttosto complessa per l'economia mondiale" è stato ritenuto che fosse "doveroso incidere su misure già adottate per agevolare maggiormente l'accesso al credito delle piccole e medie imprese toscane per sostenerne gli investimenti, in special modo quelli finalizzati all'ampliamento, alla diversificazione, al consolidamento del sistema, ai processi di transizione ecologica, tecnologica e digitale".
In estrema sintesi, spiega la Regione, si prevede che la concessione dei contributi possa avvenire anche nel cosiddetto regime 'de minimis', cioè quello previsto dal Regolamento Ue 2023/2831 che permette agli Stati membri di erogare aiuti di Stato di modesta entità alle imprese, senza dover attendere una specifica autorizzazione dalla Commissione europea, in quanto non considerati distorsivi della concorrenza. Inoltre vengono riconosciute tra le spese ammissibili quelle legate a interventi di manutenzione straordinaria sugli immobili eliminando il vincolo del 30% dell'importo dell'intero progetto, fermo restando che gli interventi sono ammissibili solo se conformi agli standard energetici nazionali. Infine deciso di inserire tra i destinatari della Linea A del 'Bando 1.3.2 Micro' anche le Pmi costituite da non oltre 36 mesi precedenti la data di presentazione della domanda, che abbiano rilevato o intendano rilevare l'attività di uno stabilimento chiuso, o che sarebbe stato chiuso se non fosse stato acquistato.
Come spiegato dal governatore Eugenio Giani e dall'assessore toscano a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras, è stato deciso di riaprire i due bandi "approvando indirizzi e criteri che puntano a rendere gli interventi maggiormente attrattivi e anche e rivedere alcuni elementi per cercare di accelerare la spesa. In una fase piuttosto complessa per l'economia mondiale" è stato ritenuto che fosse "doveroso incidere su misure già adottate per agevolare maggiormente l'accesso al credito delle piccole e medie imprese toscane per sostenerne gli investimenti, in special modo quelli finalizzati all'ampliamento, alla diversificazione, al consolidamento del sistema, ai processi di transizione ecologica, tecnologica e digitale".
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