La storia dell'arte italiana celebra oggi il ricongiungimento di un tassello fondamentale del Rinascimento. Al Cenacolo del Fuligno è stata infatti presentata la versione quasi integrale del Polittico Mormile, capolavoro realizzato nel 1501 da Antonio Rimpatta. L'artista bolognese, la cui mano rivela una profonda ammirazione per lo stile del Perugino, aveva concepito l'opera per il monastero dei santi Pietro e Sebastiano, un luogo di culto oggi scomparso che ha dato inizio alle peripezie secolari del dipinto.
L'operazione di recupero rappresenta il culmine di un lungo percorso investigativo e istituzionale iniziato alla fine degli anni settanta. Dopo essere stato esportato illegalmente nel 1978, il nucleo principale dell'opera era riemerso in un'asta svizzera di Sotheby's nel 1986, venendo prontamente sequestrato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico. Tuttavia, il complesso rimaneva orfano di due elementi laterali fondamentali, individuati solo recentemente sul mercato antiquario milanese grazie a una segnalazione della fine del 2024.
L'acquisizione definitiva è stata portata a termine dal Ministero della Cultura nel 2025, segnando un rinnovato impegno dello Stato nel riportare nei musei pubblici opere di inestimabile valore storico. Stefano Casciu, curatore dell'intervento, ha sottolineato la complessità burocratica di questo salvataggio, reso possibile dalla sinergia tra la direzione regionale e gli uffici ministeriali in un momento di grande attenzione verso il patrimonio disperso.
La scelta di esporre stabilmente il polittico al Cenacolo del Fuligno non è casuale. La direttrice Carlotta Paola Brovadan ha evidenziato come le tavole di Rimpatta dialoghino perfettamente con la monumentale Ultima Cena affrescata dal Perugino, offrendo ai visitatori un'esperienza visiva coerente e suggestiva. Per festeggiare questo storico ritorno, il museo resterà aperto gratuitamente nella mattinata del 25 aprile, permettendo al pubblico di ammirare finalmente l'opera nella sua interezza ritrovata.
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