A Firenze, molte strutture religiose un tempo dedicate all’accoglienza di studenti si stanno progressivamente convertendo al turismo breve, seguendo logiche di mercato più redditizie. Ex conventi e case per ferie offrono ormai quasi esclusivamente soggiorni brevi, spesso rivolti a turisti o pellegrini, mentre le permanenze di lungo periodo diventano rare e costose, con prezzi che superano i 600 euro mensili.
Il caso emblematico è quello del convento di San Salvatore in Borgo Ognissanti, oggi gestito da un ostello, dove la funzione originaria di foresteria è di fatto scomparsa nonostante controversie legali sulla destinazione d’uso. Situazioni simili si riscontrano in numerose altre strutture cattoliche cittadine, che dichiarano apertamente di offrire solo ospitalità breve.
Se da un lato queste soluzioni risultano talvolta più economiche rispetto agli hotel, dall’altro contribuiscono a ridurre drasticamente le opzioni per studenti fuori sede. Le poche realtà che ancora offrono alloggi a lungo termine presentano comunque costi elevati e disponibilità limitata, spesso già esaurita con largo anticipo.
Inoltre, alcune strutture impongono ulteriori limitazioni, come l’assenza di cucine per gli ospiti, costringendo gli studenti a sostenere spese aggiuntive per il cibo. Nel complesso, emerge il quadro di una città in cui anche il patrimonio immobiliare religioso si inserisce nelle dinamiche del turismo, rendendo sempre più difficile l’accesso ad alloggi sostenibili per studenti. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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