Il progetto del Comune di Firenze per realizzare un ecocentro in via Rocca Tedalda preoccupa il Consorzio Spurghisti Associati, che lancia un appello contro l'ipotesi di esproprio dei terreni utilizzati da Autospurgo 90 Spa, storica azienda fiorentina dei servizi ambientali. Secondo il presidente del Csa Massimo Durgoni, l'esproprio comporterebbe "il concreto rischio di cessazione dell'attività aziendale", con "oltre 40 posti di lavoro" in pericolo.
L'area interessata è oggi utilizzata come parcheggio e spazio di manovra per oltre 30 mezzi, e si trova nella zona sud della città, vicina al centro urbano e all'autostrada A1. Una posizione che, spiega il Consorzio, consente di rispettare tempi di intervento entro due ore previsti da appalti attivi con ospedali, centri commerciali, musei e stazioni ferroviarie. "Riteniamo doveroso segnalare - afferma Durgoni - che non esistono, allo stato attuale, aree alternative nella stessa zona che possano assicurare le medesime condizioni operative".
Il Csa indica anche una possibile alternativa, richiamando un'area, già di proprietà comunale, che sarebbe stata segnalata dal presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi come possibile sede dell'ecocentro. Da qui l'appello alle istituzioni perché si apra un confronto su soluzioni alternative che, secondo il Csa, consentano di conciliare il progetto con la salvaguardia dell'attività produttiva e dell'occupazione. "Riteniamo fondamentale - conclude Durgoni - che le scelte urbanistiche tengano conto della tutela delle imprese storiche e dei livelli occupazionali".
L'area interessata è oggi utilizzata come parcheggio e spazio di manovra per oltre 30 mezzi, e si trova nella zona sud della città, vicina al centro urbano e all'autostrada A1. Una posizione che, spiega il Consorzio, consente di rispettare tempi di intervento entro due ore previsti da appalti attivi con ospedali, centri commerciali, musei e stazioni ferroviarie. "Riteniamo doveroso segnalare - afferma Durgoni - che non esistono, allo stato attuale, aree alternative nella stessa zona che possano assicurare le medesime condizioni operative".
Il Csa indica anche una possibile alternativa, richiamando un'area, già di proprietà comunale, che sarebbe stata segnalata dal presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi come possibile sede dell'ecocentro. Da qui l'appello alle istituzioni perché si apra un confronto su soluzioni alternative che, secondo il Csa, consentano di conciliare il progetto con la salvaguardia dell'attività produttiva e dell'occupazione. "Riteniamo fondamentale - conclude Durgoni - che le scelte urbanistiche tengano conto della tutela delle imprese storiche e dei livelli occupazionali".
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