In Toscana si registrano circa 101 infortuni al giorno, per un totale di 37mila casi nel 2025, a cui si aggiungono quasi 10mila incidenti in itinere (casa-lavoro), secondo i dati Inail. Preoccupante anche l’aumento delle malattie professionali, salite a 16.452, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente e del 78% in tre anni.
Il fenomeno riguarda diversi settori, in particolare il manifatturiero, l’edilizia e il commercio. Nei cantieri e nelle fabbriche si verificano incidenti legati a cadute, schiacciamenti, esposizione a sostanze chimiche e carenze nelle misure di sicurezza. Crescono anche gli infortuni tra i lavoratori over 60.
Nel 2024 si sono contati 33 decessi sul lavoro nella regione, a conferma di una situazione considerata critica da sindacati e associazioni. Le sigle sindacali chiedono più prevenzione, controlli, formazione e una revisione delle norme su appalti e subappalti per ridurre i rischi.
La Regione Toscana rivendica un rafforzamento delle attività ispettive e dei controlli, con verifiche più frequenti rispetto agli standard nazionali. Tuttavia, secondo il patronato Acli di Firenze, il problema è strutturale e richiede un cambiamento profondo nella cultura della sicurezza sul lavoro.
Il quadro complessivo descrive un sistema produttivo ancora esposto a rischi elevati, dove la tutela dei lavoratori resta una delle principali emergenze sociali. Lo scrive Repubblica Firenze.
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