A Firenze e Prato mancano risorse, sopralluoghi e organico: cresce la pressione su chi deve proteggere beni e paesaggio

La Soprintendenza di Firenze e Prato fatica a svolgere efficacemente il proprio ruolo di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, anche a causa di gravi carenze di personale e risorse. A fronte di un fabbisogno di circa 180 unità, ne sono operative solo 110, con un numero insufficiente sia di funzionari specializzati sia di personale amministrativo di supporto. Questa situazione rallenta l’analisi delle pratiche e limita la possibilità di effettuare sopralluoghi approfonditi, sempre più rari rispetto al passato.

Secondo esperti ed ex dirigenti, come Paola Grifoni, la qualità del lavoro risente della mole eccessiva di pratiche e dei tagli alle risorse, inclusa la mancanza di mezzi e strumenti essenziali, come auto di servizio e dispositivi di sicurezza. Anche il sindacato, rappresentato da Giovanni Golino, sottolinea come la situazione si inserisca in un contesto più ampio di politiche che hanno privilegiato la valorizzazione economica dei beni culturali a scapito della loro tutela.

Il risultato è un sistema sotto pressione, in cui il personale è costretto a ritmi di lavoro elevati, talvolta anche durante i giorni di ferie. In un territorio delicato e fortemente vincolato come quello fiorentino, emerge con urgenza la necessità di investire non solo nella promozione, ma soprattutto nella protezione del patrimonio. Lo scrive il CorriereFiorentino. 

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