C’è un filo sottile che unisce il mondo della manutenzione a quello dell’arte, e passa anche da Firenze. È il caso del “nodo Capecchi”, uno speciale stucco noto per la sua capacità di bloccare fughe di gas e per la sua straordinaria malleabilità, che in questa occasione è diventato strumento creativo.
A utilizzarlo è stato Filippo Cianfanelli, che ha dato nuova vita a un antico guerriero cinese risalente alla dinastia Ming. Un lavoro paziente e meticoloso, guidato dalla passione, che ha permesso di ricostruire parti del corpo ormai perdute nel tempo.
Grazie alle caratteristiche del materiale, l’artista è riuscito a intervenire su elementi complessi come la gamba del guerriero e la coda del cavallo, restituendo armonia e completezza alla figura. Un’operazione che va oltre il restauro tradizionale, trasformandosi in un dialogo tra materia e creatività.
Il risultato è un’opera che colpisce per forza espressiva e precisione, capace di evocare la storia e al tempo stesso raccontare il valore contemporaneo della sperimentazione. Un esempio di come anche strumenti nati per scopi tecnici possano trovare nuove forme di espressione, fino a diventare parte integrante di un progetto artistico di alto livello.
Un lavoro che, per qualità e impatto visivo, potrebbe trovare spazio nelle gallerie più prestigiose, testimoniando ancora una volta come l’ingegno e la manualità possano superare i confini tra discipline diverse.