Nei principali musei fiorentini, tra cui le Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, Boboli, Museo di San Marco e altri istituti del circuito statale, non sono più disponibili le guide gratuite per le scuole. La gestione dei servizi aggiuntivi è passata alla società CoopCulture, che ha introdotto un nuovo modello per le visite didattiche.
Oggi le classi che visitano i musei devono scegliere tra tre opzioni: organizzare autonomamente la spiegazione, affidarsi a un docente, oppure prenotare una guida a pagamento, con costi significativamente più alti rispetto al passato. Una scelta che, secondo gli operatori del settore, rappresenta una forma di “privatizzazione della conoscenza”.
Il cambiamento è avvenuto dopo la fine della gestione precedente da parte di Opera Laboratori Fiorentini e ha avuto ripercussioni anche sul personale specializzato nella didattica museale. Le guide, molte delle quali con lunga esperienza e formazione specifica, sono state progressivamente impiegate in ruoli diversi come bookshop o guardiania.
Tra loro, lavoratrici storiche come Donatella Chiari denunciano la perdita di centralità della funzione educativa nei musei, sottolineando come in passato il servizio fosse pensato per rendere l’arte più accessibile agli studenti con un costo simbolico.
Il sindacato CGIL sostiene la vertenza chiedendo una soluzione che restituisca dignità professionale alle guide e garantisca nuovamente un accesso educativo più inclusivo ai musei, soprattutto per le scuole. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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