"Il lavoro tradito: deindustrializzazione e terziarizzazione debole trascinano verso il basso i redditi medi dei cittadini toscani. Quello a cui stiamo assistendo è un lungo e costante declino". E' l'analisi di Maurizio Brotini, presidente di Ires Toscana, in relazione a due tabelle pubblicate la scorsa domenica da Il Sole 24 Ore relative alle variazioni per l'arco temporale 2015-2024 delle medie nelle dichiarazioni dei redditi che riguardano le varie regioni italiane e le loro province.
"Se la Toscana con una media di 25.170 euro è ancora - seppur di poco - superiore alla media nazionale di 24.890 (e considerando che in una fase di polarizzazione sociale la media è indicatore fallace) quel che dovrebbe preoccupare è il quintultimo posto nella percentuale di crescita del reddito medio, pari a una variazione reale solo del 3,3%. Quello a cui stiamo assistendo è un lungo e costante declino", ha sottolineato Brotini evidenziando che: "Nel rapporto Focus Economia e Lavoro 2025-2026 Ires Toscana ha tratteggiato i tratti salienti del modello di terziarizzazione debole che qualifica sul lungo periodo le trasformazioni dell'assetto produttivo e dei sistemi di lavoro sul territorio regionale. Con terziarizzazione debole Ires Toscana definisce un modello di sviluppo in cui la contrazione dell'occupazione industriale qualificata viene compensata - solo in parte e con esiti problematici - dall'espansione del terziario a basso valore aggiunto, accompagnata da un aumento della rendita finanziaria e immobiliare e da una crescente polarizzazione salariale. Nel processo di transizione iniziato nella prima metà degli anni '90, alla diminuzione di occupati nell'industria e nella manifattura è corrisposta l'espansione di forza-lavoro in comparti, specie nel terziario arretrato, caratterizzati da precarietà, discontinuità contrattuale e una dinamica salariale debole. In definitiva, nella terziarizzazione debole la ricchezza si concentra nel capitale (rendita, profitti finanziari), mentre il lavoro viene svalutato, con conseguente aumento della quota di lavoratori e lavoratrici poveri e delle disuguaglianze territoriali e sociali".
"Se la Toscana con una media di 25.170 euro è ancora - seppur di poco - superiore alla media nazionale di 24.890 (e considerando che in una fase di polarizzazione sociale la media è indicatore fallace) quel che dovrebbe preoccupare è il quintultimo posto nella percentuale di crescita del reddito medio, pari a una variazione reale solo del 3,3%. Quello a cui stiamo assistendo è un lungo e costante declino", ha sottolineato Brotini evidenziando che: "Nel rapporto Focus Economia e Lavoro 2025-2026 Ires Toscana ha tratteggiato i tratti salienti del modello di terziarizzazione debole che qualifica sul lungo periodo le trasformazioni dell'assetto produttivo e dei sistemi di lavoro sul territorio regionale. Con terziarizzazione debole Ires Toscana definisce un modello di sviluppo in cui la contrazione dell'occupazione industriale qualificata viene compensata - solo in parte e con esiti problematici - dall'espansione del terziario a basso valore aggiunto, accompagnata da un aumento della rendita finanziaria e immobiliare e da una crescente polarizzazione salariale. Nel processo di transizione iniziato nella prima metà degli anni '90, alla diminuzione di occupati nell'industria e nella manifattura è corrisposta l'espansione di forza-lavoro in comparti, specie nel terziario arretrato, caratterizzati da precarietà, discontinuità contrattuale e una dinamica salariale debole. In definitiva, nella terziarizzazione debole la ricchezza si concentra nel capitale (rendita, profitti finanziari), mentre il lavoro viene svalutato, con conseguente aumento della quota di lavoratori e lavoratrici poveri e delle disuguaglianze territoriali e sociali".
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