All’Olimpico sfida tra opposti, e viceversa

Da una parte Gasperini, dall'altra Vanoli. Due tecnici con diversa esperienza e missioni, ma anche opposta filosofia e, soprattutto, status all’interno dei rispettivi club.
 
Gasp oggi va a caccia di punti pesanti per l'Europa della sua Roma. Anche quella dalle grandi orecchie, visti i clamorosi flop del Milan col Sassuolo e della Juve col Verona. Vanoli va a caccia della matematica certezza di aver salvato la Fiorentina da una retrocessione che, al suo arrivo, pareva cosa quasi già fatta. La filosofia di calcio è agli antipodi, per quanto la Roma sia ancora lontana dall'Atalanta di Gasperini. Quel modello di gioco intenso, avvolgente e offensivo che Gasp ha fatto vedere a Bergamo è, negli anni, diventato quello che va per la maggiore a livello europeo (alto, non in Conference). Oltre ad aver dato spettacolo, Gasperini ha coniugato divertimento e risultati, scrivendo pagine di storia dell’Atalanta e portando a casa un’Europa League. Vanoli, invece, ha dovuto fare tutt’altro lavoro a Firenze. Anziché dare una mentalità offensiva alla Fiorentina ha dovuto fare l’opposto. Gasp gioca per vincere, Vanoli sta giocando per non perdere. Uno è stato un innovatore, l’altro un conservatore.
 
Fin qui lo ieri e l’oggi, poi c’è il domani. Gasperini è stato sostanzialmente messo al centro del futuro della Roma. Via Ranieri, via il ds e una costruzione di quello che verrà a sua immagine e somiglianza. Un Gasp in versione ‘survivor’, perché alzi la mano chi si aspettava che tra un’istituzione come Ranieri, romano di testaccio e autore di un altro miracolo giusto l’anno scorso, e l’allenatore di Grugliasco che sì, sta facendo bene, ma neanche poi chissà cosa, avesse la meglio Gasperini. Dall’altra parte, invece, c’è un Vanoli che in quel carrarmato di cui parlava Paratici al suo arrivo ci si è messo dentro con testa e cuore, che ha compiuto la sua missione, che dal canto suo spera in una conferma perché, in fondo, per lui contano i fatti (cit.), che però sembra più un ‘dead man walking’. A meno che…
 
L’ultima parola spetterà allo stesso Paratici, forse, perché anche su quelle voci di un interessamento della Roma per il ds nessuno ha smentito. Ma, così come un addio di Paratici sarebbe clamoroso, la conferma di Vanoli potrebbe esserlo altrettanto. Sempre che ci sia la voglia della Fiorentina di ripartire con ambizione, di puntare subito all’Europa, magari facendolo con idee di gioco e principi che con quanto visto con Vanoli hanno poco a che vedere. Ecco, sì, ci vorrebbe Gasperini a Firenze. Peccato che ci rimanga antipatico, e viceversa. Allora ci vorrebbe Sarri, che ci rimane simpatico, e viceversa. Chissà che invece, alla fine, non ci sia ancora Vanoli l’anno prossimo. Sarebbe clamoroso ma, ad oggi, neanche così impossibile.

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