La Gorda, uno dei personaggi iconici dello Street Artist LABEN, arriva al Circolo Canottieri Firenze con una mostra inedita, che già suscita grande entusiasmo e curiosità tra gli appassionati di arte urbana.
Protagonista di questo quinto appuntamento della rassegna: “L’Arno in Voga” - il nuovo progetto culturale dedicato ai soci e curato da Veronica Triolo – è l’artista LABEN con il suo punto di vista su alcune tematiche sociali “scomode” del momento.
Spiega LABEN: “I temi che preferisco affrontare sono quelli civili e sociali: dalla diversità di genere; alla solitudine giovanile indotta dall’uso smisurato dei social; alla lotta al razzismo e all’omofobia al body shaming. I soggetti da me privilegiati e ritratti sono gli esclusi, gli anticonformisti, i disobbedienti, gli outsiders, individui dalle personalità eccentriche, e tutti i soggetti che non rientrano nel canone standardizzato di bellezza.
Proprio intorno a questa ultima tematica che ho avuto la mia visione Boteriana, in chiave street art, che ha preso la forma della Gorda. Il nome “La Gorda”, contrariamente a quanto si può pensare è un tributo a tutte quelle persone con una bellezza e un corpo fuori dagli standard. Lei con il suo sguardo fiero di ciò che è, per come appare, è sicura di sé, non teme il giudizio degli altri, la Gorda è la mia musa è la mia continuità artistica.”
Protagonista di questo quinto appuntamento della rassegna: “L’Arno in Voga” - il nuovo progetto culturale dedicato ai soci e curato da Veronica Triolo – è l’artista LABEN con il suo punto di vista su alcune tematiche sociali “scomode” del momento.
Spiega LABEN: “I temi che preferisco affrontare sono quelli civili e sociali: dalla diversità di genere; alla solitudine giovanile indotta dall’uso smisurato dei social; alla lotta al razzismo e all’omofobia al body shaming. I soggetti da me privilegiati e ritratti sono gli esclusi, gli anticonformisti, i disobbedienti, gli outsiders, individui dalle personalità eccentriche, e tutti i soggetti che non rientrano nel canone standardizzato di bellezza.
Proprio intorno a questa ultima tematica che ho avuto la mia visione Boteriana, in chiave street art, che ha preso la forma della Gorda. Il nome “La Gorda”, contrariamente a quanto si può pensare è un tributo a tutte quelle persone con una bellezza e un corpo fuori dagli standard. Lei con il suo sguardo fiero di ciò che è, per come appare, è sicura di sé, non teme il giudizio degli altri, la Gorda è la mia musa è la mia continuità artistica.”
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