Nel caso dell’ex GKN Driveline, il pagamento degli stipendi arretrati agli ex lavoratori sarà possibile solo a condizione che lo stabilimento venga liberato. È quanto emerge dall’avviso ai creditori redatto dai commissari giudiziali, dopo il via libera del tribunale al concordato preventivo da 22 milioni di euro.
Il piano, di natura liquidatoria, dovrà essere votato dai creditori tra il 20 giugno e il 20 luglio e si basa sull’intervento di società immobiliari legate alla proprietà, che si impegnano a reperire le risorse necessarie attraverso un accordo con un investitore specializzato. Tuttavia, l’efficacia dell’operazione è subordinata a precise condizioni, tra cui il ritorno nella piena disponibilità dell’area industriale, libera da persone.
Solo in questo caso gli ex dipendenti potranno ottenere il riconoscimento delle retribuzioni maturate tra il 2024 e il marzo 2025, comprensive di Tfr e indennità, tramite emissione delle buste paga e rinuncia a eventuali contenziosi. I pagamenti avverrebbero entro sei mesi dall’approvazione definitiva del piano.
La questione lega quindi direttamente la soluzione occupazionale ed economica dei lavoratori alla liberazione del sito, rendendo ancora più delicata la vertenza. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














