Il presidente nazionale Gronchi propone incentivi fiscali e il modello europeo di gestione dei centri per fermare la desertificazione commerciale

Durante l’assemblea di Firenze Metropolitana, il presidente nazionale di Confesercenti Nico Gronchi ha tracciato un quadro drammatico della trasformazione urbana in Italia, rivelando che negli ultimi dieci anni hanno abbassato le saracinesche ben 140.000 negozi, di cui oltre 4.800 nella sola Toscana. Secondo Gronchi, la desertificazione dei quartieri e delle periferie sta privando i cittadini, in particolare la popolazione anziana, di servizi essenziali e luoghi di aggregazione, rendendo il commercio di prossimità una sfida non più rinviabile per la tenuta sociale del Paese.

Per invertire questa tendenza, l'associazione di categoria chiede un netto cambio di rotta rispetto alla deregulation introdotta dalla legge Bersani, ritenendo che i poteri attuali dei sindaci siano insufficienti per governare città complesse come Firenze. La proposta centrale riguarda l'istituzione di "zone economiche speciali" all'interno dei centri urbani, aree dove applicare un deciso abbattimento fiscale, semplificazioni normative e incentivi diretti alle imprese. Questo approccio permetterebbe di ricostruire quegli strumenti di sostegno che oggi mancano, favorendo la nascita e la permanenza delle attività di vicinato.

Gronchi ha inoltre sollecitato il passaggio a una rigenerazione urbana di nuova generazione che superi il semplice recupero di vecchi edifici dismessi. Prendendo come riferimento il modello europeo del "Town Center Management", il presidente di Confesercenti ha auspicato una gestione coordinata tra pubblico e privato che guardi all'intero ecosistema cittadino. Solo attraverso una visione integrata, che metta al centro il commercio, il turismo e i servizi, sarà possibile rilanciare i luoghi della vita quotidiana e trasformare le città in modelli di sviluppo sostenibile e inclusivo.

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