Il Comune contesta la dismissione del terminal ex Sita: “Nodo strategico per i pendolari, servono verifiche e confronto con la Regione”

Si accende il confronto istituzionale sull’ipotesi di vendita dell’autostazione di via Santa Caterina da Siena, ex terminal Sita a Firenze, gestita da Autolinee Toscane. L’azienda ha avviato la procedura di alienazione dell’immobile, ritenuto sempre meno utilizzato, ma la decisione incontra forti resistenze politiche.

Il Comune di Siena ha infatti inviato una comunicazione alla Regione Toscana chiedendo la sospensione della vendita. Secondo l’amministrazione senese, l’autostazione è un’infrastruttura “strategica ed essenziale” per il trasporto extraurbano e serve ogni giorno migliaia di pendolari diretti a Firenze.

Il terminal rappresenta il principale punto di arrivo dei bus provenienti dalla Toscana meridionale e consente un accesso diretto alla stazione di Santa Maria Novella. I dati citati dal Comune indicano che circa il 68% dei passeggeri utilizza la fermata di Santa Caterina, rendendo problematico un eventuale spostamento su altri punti di discesa, con possibili disagi e sovraffollamento sulla tramvia.

Palazzo Vecchio e il Partito Democratico regionale hanno espresso perplessità sull’operazione, mentre la Regione Toscana sta effettuando verifiche tecniche, essendo l’immobile legato a un servizio pubblico. Nel dibattito si inserisce anche l’ipotesi del Comune di Firenze di riutilizzare l’area per un deposito merci destinato al centro storico. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies