"In questi anni abbiamo lavorato intensamente a costruire due reti, una per le Fondazioni e Istituti culturali che è l'Aici (Associazione istituzioni culturali italiane) e l'altra per le riviste, cioè il Coordinamento delle riviste italiane di cultura (Cric). Sono ambedue associazioni del tutto libere e spontanee ma che con il loro successo di adesioni hanno dimostrato la fecondità del mettersi in rete per concorrere a diffondere il più possibile la cultura italiana". Lo ha dichiarato il presidente onorario Aici e presidente della Fondazione Rosselli Valdo Spini, parlando nel corso della presentazione del libro di Andrea Mulas dal titolo 'La cultura per pensare il futuro. L'associazione delle istituzioni di cultura italiane (1992-2025)', organizzato da Regione Toscana e Associazione delle istituzioni di cultura italiane.
L'appuntamento, organizzato a Palazzo Strozzi Sacrati, ha visto anche l'intervento del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Tra gli interventi anche quelli della presidente Aici Flavia Nardelli, del vice presidente dell'Accademia dei Georgofili Silvio Orlandini, della presidente dell'Istituto Gramsci Toscano Vittoria Franco e del curatore Andrea Mulas.
"Capisco - ha concluso Spini - che qualche volta si cerchi di saltare la fase della cultura per giungere a messaggi immediatamente incisivi. Ma poi ci si accorge che è profondamente sbagliato e che porta a compiere errori di cui talvolta ci si deve pentire. In tal senso determinante è il rapporto cultura-politica in senso dialettico e pluralistico e a questo obiettivo l'Aici dà un contributo veramente prezioso".
L'appuntamento, organizzato a Palazzo Strozzi Sacrati, ha visto anche l'intervento del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Tra gli interventi anche quelli della presidente Aici Flavia Nardelli, del vice presidente dell'Accademia dei Georgofili Silvio Orlandini, della presidente dell'Istituto Gramsci Toscano Vittoria Franco e del curatore Andrea Mulas.
"Capisco - ha concluso Spini - che qualche volta si cerchi di saltare la fase della cultura per giungere a messaggi immediatamente incisivi. Ma poi ci si accorge che è profondamente sbagliato e che porta a compiere errori di cui talvolta ci si deve pentire. In tal senso determinante è il rapporto cultura-politica in senso dialettico e pluralistico e a questo obiettivo l'Aici dà un contributo veramente prezioso".
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