La Fiorentina cerca risposte. La Roma cerca soluzioni. E allora attenzione a un’idea che nelle ultime ore sta iniziando a circolare con insistenza: uno scambio di prestiti tra Artem Dovbyk e Roberto Piccoli. Un intreccio di mercato che oggi è poco più di una suggestione, ma che racconta bene le difficoltà offensive vissute da entrambe le squadre nell’ultima stagione.
Da una parte c’è Dovbyk. Arrivato a Roma con aspettative enormi dopo il titolo di capocannoniere della Liga con il Girona, l’attaccante ucraino non è mai riuscito davvero a incidere. Soltanto 17 presenze stagionali tra campionato, Coppa Italia ed Europa, con 3 gol e 2 assist. Poi il lungo stop: l’ultima apparizione il 6 gennaio a Lecce, proprio nel giorno in cui aveva trovato anche il gol prima della lesione miotendinea alla coscia sinistra. Un infortunio serio, fino all’intervento chirurgico che ha chiuso anzitempo la sua stagione.
Dall’altra parte Roberto Piccoli. La Fiorentina aveva investito tanto su di lui: 27 milioni complessivi, bonus inclusi, più una percentuale sulla futura rivendita da riconoscere al Cagliari. Numeri importanti che però, almeno finora, non hanno trovato una risposta altrettanto convincente sul campo. Per lui 41 presenze stagionali, 8 gol e 2 assist. Non un disastro, ma certamente meno di quanto Firenze si aspettasse da un centravanti chiamato a fare il salto definitivo.
Ed è qui che nasce il possibile intreccio. Perché Gasperini, che a Roma potrebbe ripartire proprio da una struttura offensiva diversa, conosce benissimo Piccoli. Lo ha lanciato all’Atalanta, ne apprezza il lavoro sporco, l’intensità, la disponibilità tattica. In giallorosso potrebbe diventare una soluzione di rotazione, magari non il titolare assoluto ma un attaccante utile dentro un sistema che il tecnico conosce perfettamente.
E la Fiorentina? Qui il discorso si fa più complesso. Perché Dovbyk rappresenterebbe una scommessa enorme. Da una parte il talento è indiscutibile: fisicità, profondità, senso del gol. Parliamo pur sempre di un attaccante che solo un anno fa dominava in Spagna. Dall’altra però ci sono dubbi pesanti: la condizione fisica, i tempi di recupero, l’adattamento al calcio italiano mai realmente completato.
E allora la domanda è inevitabile: a chi converrebbe davvero questo scambio?
Alla Roma probabilmente sì. Perché Piccoli, dentro un contesto più protetto e con meno pressioni, potrebbe ritrovare continuità e diventare un’alternativa credibile. Gasperini sa come valorizzarlo e il rapporto tecnico potrebbe fare la differenza.
Per la Fiorentina invece sarebbe un rischio molto più alto. Certo, Dovbyk ha un potenziale superiore e forse anche un tetto tecnico più elevato rispetto a Piccoli. Ma Firenze oggi ha bisogno di certezze, non soltanto di intuizioni. E soprattutto ha bisogno di un centravanti affidabile subito, capace di garantire presenza e continuità.
Per questo l’idea divide. C’è chi pensa che Dovbyk, lontano da Roma e dalle pressioni, possa rinascere. E c’è chi invece, a Firenze, si domanda se abbia davvero senso rinunciare a un attaccante comunque integro e disponibile per puntare tutto su un giocatore reduce da mesi complicatissimi.
Il mercato, però, spesso vive proprio di queste scommesse. E nelle prossime settimane capiremo se quella tra Roma e Fiorentina resterà soltanto una suggestione estiva… oppure diventerà davvero una trattativa concreta.
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