Imprese under 35 in calo e fragili: ricambio generazionale fermo, difficoltà di credito e fuga verso il lavoro dipendente frenano l’imprenditorialità

In Toscana fare impresa da giovani è sempre più difficile. Negli ultimi dieci anni le imprese guidate da under 35 sono diminuite del 33%, passando da 9.000 a circa 6.000. Un fenomeno che segnala un forte rallentamento del ricambio generazionale e una crescente fragilità del tessuto imprenditoriale.

Secondo i dati della Camera di Commercio, quattro imprese giovanili su dieci chiudono entro tre anni e il 45% degli imprenditori ha più di 65 anni. Nel terzo trimestre del 2025 le attività under 35 sono ancora diminuite del 2,5%, mentre crescono le imprese straniere (+3,2%), soprattutto nei settori di manifatturiero e costruzioni.

Il quadro è quello di un sistema fatto soprattutto di micro-imprese: solo un quarto delle aziende giovanili ha tra 2 e 9 dipendenti e oltre il 60% sono ditte individuali. La difficoltà principale resta la crescita dimensionale e l’accesso al credito.

Per Giuseppe Salvini, il problema nasce da tre fattori principali: crisi demografica, maggiore attrattività del lavoro dipendente e difficoltà nel ricambio generazionale. La Camera di Commercio ha attivato bandi e iniziative per sostenere i giovani imprenditori e favorire la nascita di nuove attività.

Anche Giacomo Cioni sottolinea il ruolo della crisi economica e delle regole bancarie europee, che rendono più difficile ottenere finanziamenti per le piccole imprese. A questo si aggiunge la burocrazia e la difficoltà di trasformare le attività in imprese strutturate.

Dal mondo imprenditoriale, Riccardo Salvadori evidenzia come l’accesso al credito sia complicato senza garanzie familiari e come manchi una vera educazione all’imprenditorialità nelle scuole. Anche Maria Graziani segnala la fuga dei giovani verso città come Milano, Torino e Bologna, dove trovano migliori opportunità.

Sul fronte delle soluzioni si discute anche di semplificazioni normative a livello europeo, come il cosiddetto “28esimo regime”, che potrebbe ridurre tempi e costi per la nascita di nuove imprese. Intanto il comparto delle startup innovative resta dinamico ma fragile: in Toscana sono 504, concentrate nei servizi digitali, ma molte faticano a raggiungere la redditività. Lo scrive Repubblica. 

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