A Firenze risultano 842 alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) vuoti, circa il 10% del patrimonio complessivo di oltre 8.000 abitazioni. Le case non utilizzate sono distribuite in tutti i quartieri, con numeri più alti nel Quartiere 5 Rifredi (405 alloggi) e nel Quartiere 4 Isolotto Legnaia (198), seguiti da Campo di Marte, Gavinana-Galluzzo e il centro storico.
Secondo i dati forniti dal Comune, alcuni appartamenti risultano sfitti anche da oltre 15 anni, soprattutto nel centro storico, dove si contano 48 alloggi vuoti, 40 dei quali in area UNESCO. Tra le cause principali ci sono la mancanza di risorse per la ristrutturazione e la presenza di immobili inseriti in programmi di riqualificazione ancora non conclusi.
Il Comune ha stanziato circa 20 milioni di euro in tre anni per il recupero degli alloggi, ma le risorse risultano insufficienti rispetto al fabbisogno. Ogni anno vengono ristrutturati circa 300 appartamenti, a fronte di circa 300 nuovi alloggi che si liberano, mantenendo così stabile lo stock di case vuote.
L’assessore al welfare Nicola Paulesu sottolinea come il problema sia legato anche ai fondi nazionali limitati e all’aumento dei rilascio degli alloggi. A livello nazionale, secondo le stime, le case popolari non utilizzate superano le 80 mila unità.
Nel dibattito politico, la consigliera Cecilia Del Re e altre opposizioni chiedono una strategia più incisiva per ridurre il numero di alloggi sfitti e rispondere a una domanda crescente, con oltre 3.500 richieste nei bandi recenti. Il Comune valuta anche ipotesi di trasformazione temporanea di parte del patrimonio in edilizia sociale a canone calmierato, ma la misura è ancora in fase di studio e richiederebbe modifiche normative. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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