"La Toscana crede nel talento dei giovani"

"Il valore della multigenerazionalità nell'impresa globale" è il tema al centro di un evento organizzato oggi a Firenze da Invest in Tuscany presso l'Innovation Center, in collaborazione con Kilpatrick Executive, società impegnata nell'ambito delle risorse umane, e Giovanisì il progetto della Regione per l'autonomia dei giovani. L'incontro, si spiega in una nota, ha rappresentato un'occasione di dialogo e confronto tra istituzioni, giovani professionisti e aziende multinazionali.
L'obiettivo è stato offrire strumenti concreti e dati affidabili per trasformare il divario tra generazioni in una reale integrazione produttiva, valorizzando le differenze come risorsa strategica anche a partire dalle esperienze che in Toscana costituiscono un laboratorio d'avanguardia nella gestione dei talenti multigenerazionali. "La Toscana crede nel talento dei giovani e nel valore che nasce dall'incontro tra generazioni diverse. È una ricchezza che va capitalizzata fin da subito in un mercato globale che si evolve continuamente - ha detto il sottosegretario alla presidenza della Regione e coordinatore di Giovanisì, Bernard Dika - Abbiamo moltissimi esempi sul nostro territorio che dimostrano come le imprese che sanno accogliere questa diversità generazionale diventano più forti, più innovative, più capaci di affrontare le sfide globali. Oggi più che mai, investire sui giovani significa investire non solo sul futuro ma sul presente delle nostre comunità e della nostra economia". Per Dika, "come Regione Toscana, anche grazie al progetto Giovanisì, siamo impegnati a creare le condizioni in cui ogni giovane possa trovare la propria strada, rendendosi autonomo e contribuendo alla crescita della società con idee, competenze e visioni nuove". Il pomeriggio di studi ha preso le mosse da un sondaggio internazionale dedicato al rapporto tra Gen Z e mondo del lavoro, che Kilpatrick Executive ha condotto tra luglio e ottobre 2025. La Gen Z porta una visione più aperta e orientata alla flessibilità e al benessere, mentre le generazioni precedenti tendono a mantenere modelli più strutturati. Ne emerge uno scenario di transizione culturale, in cui la sfida principale per le aziende è trasformare questa distanza in dialogo e innovazione. Le maggiori differenze riguardano approccio al lavoro, stile di leadership e comunicazione. L' 80% delle aziende interpellate ritiene più difficile trattenere i giovani rispetto alle altre generazioni.
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