Tra emergenza abitativa, calo delle locazioni e caro-casa record, la città riflette su nuovi modelli urbanistici e housing sociale per riportare equilibrio nel mercato

A Firenze l’emergenza abitativa si sta trasformando in una condizione strutturale. I dati sugli sfratti mostrano una situazione critica: nel 2023 ne sono stati eseguiti 664 in provincia (577 con forza pubblica), mentre nel 2024 sono stati 600, di cui 550 con intervento delle autorità. In circa l’80% dei casi si tratta di morosità incolpevole, cioè famiglie che non riescono più a pagare l’affitto.

Secondo l’Osservatorio Ance 2026, Firenze è la città meno accessibile d’Italia: per le famiglie a basso reddito l’affitto arriva ad assorbire l’80,5% delle entrate, mentre per la fascia media il peso è del 55,6%. Nel frattempo il mercato degli affitti si restringe, con una diminuzione dei contratti registrati e una crescita di quelli transitori, destinati a studenti e lavoratori temporanei.

Il dibattito si concentra anche sulle cause della crisi. Secondo Vincenzo Di Nardo di Firenze Domani, il problema non sarebbe solo il turismo e le locazioni brevi, ma la mancanza di nuova edilizia residenziale. Nel 2025 infatti l’edilizia abitativa è calata del 15,6%, mentre aumentano le opere pubbliche legate al PNRR.

Tra le proposte emerge l’idea di ripensare Firenze in chiave metropolitana, sfruttando tramvia e passante AV per creare una “città diffusa”, alleggerendo il centro storico e distribuendo abitazioni e servizi lungo le direttrici infrastrutturali. Il piano include recupero di aree inutilizzate, sviluppo di housing sociale, studentati e il superamento del principio dei “volumi zero”.

Si parla anche di partenariato pubblico-privato, incentivi per l’affitto sostenibile e rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, con il Piano casa nazionale che prevede nuovi alloggi e riqualificazioni. Il tema sarà al centro di un convegno dedicato al futuro abitativo della città. Lo scrive la Nazione. 

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