Nel 2025 quasi un’impresa su tre segnala un peggioramento della sicurezza. Città sotto pressione tra furti, abusivismo e “malamovida”

A Firenze cresce la percezione di insicurezza tra commercianti ed esercenti, secondo quanto emerge dalla nuova edizione di “Legalità, ci piace!”, iniziativa promossa da Confcommercio.

Nel 2025 quasi il 29% delle imprese del terziario nel Centro Italia ha registrato un peggioramento dei livelli di sicurezza, con Firenze tra le aree più esposte. Il fenomeno è legato soprattutto a furti, abusivismo commerciale, vandalismi e microcriminalità, particolarmente concentrati nelle zone a forte presenza turistica e nei quartieri dove si moltiplicano serrande abbassate e situazioni di degrado urbano.

Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confcommercio, l’illegalità costa alle imprese del commercio circa 41 miliardi di euro a livello nazionale e mette a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro. I furti restano la principale preoccupazione per gli imprenditori, seguiti da episodi di “malamovida”, baby gang e atti vandalici, che molti operatori considerano ormai criticità strutturali.

A Firenze, la pressione sul centro storico e su alcune aree turistiche viene indicata come un fattore che rischia di compromettere sia la qualità della vita dei residenti sia la tenuta delle attività commerciali di prossimità. La presenza di negozi sfitti viene inoltre vista come elemento che alimenta ulteriore degrado e insicurezza.

Preoccupano anche abusivismo e contraffazione: quasi due imprese su tre ritengono di subire concorrenza sleale. Nonostante gli investimenti in sicurezza da parte degli esercenti, resta diffusa la sensazione di vulnerabilità.

Confcommercio Toscana chiede un rafforzamento dei controlli e dei presidi sul territorio e una strategia condivisa tra istituzioni e forze dell’ordine per contrastare illegalità e degrado urbano, a tutela del commercio di vicinato e della vivibilità cittadina. Lo scrive la Nazione. 

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