“La cosa che più sorprende della sentenza del Tar Toscana è che non si entri davvero nel merito della logica delle singole restrizioni introdotte dal regolamento”.
Lo afferma Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence, tornando sulla decisione con cui il Tribunale amministrativo ha respinto i ricorsi contro il regolamento del Comune di Firenze sulle locazioni turistiche brevi.
“Ci troviamo davanti a situazioni difficili da spiegare anche dal punto di vista logico e giuridico – osserva Fagnoni –. Un appartamento può essere considerato perfettamente idoneo per ospitare una persona o una famiglia con un contratto residenziale di quattro anni, ma improvvisamente diventare inadatto se la permanenza è di pochi giorni. È un principio che continuiamo a ritenere poco coerente”.
“Le conseguenze della sentenza – spiega il presidente – rischiano ora di avere effetti concreti sull’intero sistema cittadino. Molte società che oggi operano regolarmente nel settore stanno lavorando grazie al regime transitorio previsto dal regolamento. Ma cosa accadrà alla fine delle deroghe se una parte significativa degli immobili non potrà ottenere i nuovi requisiti richiesti? Il rischio reale è che molte attività siano costrette a chiudere”.
“Parliamo di imprese che generano occupazione, indotto economico e milioni di euro di tassa di soggiorno per il Comune – sottolinea Fagnoni –. Ridurre drasticamente l’offerta extralberghiera significa inevitabilmente ridurre anche queste entrate”.
“La sentenza finisce inevitabilmente per favorire le strutture ricettive tradizionali – continua il presidente –. Se si elimina una parte importante della concorrenza rappresentata dagli appartamenti turistici, gli alberghi potranno aumentare i prezzi in modo ancora più forte, soprattutto nei periodi di alta domanda”.
“Il rischio – aggiunge Fagnoni – è trasformare progressivamente Firenze in una città accessibile solo a un turismo più ricco, con meno soluzioni ‘democratiche’ e flessibili per famiglie, giovani e viaggiatori con budget normali. È una dinamica che abbiamo già visto in città come New York”.
“Continuiamo a pensare – conclude il presidente – che servano regole equilibrate e sostenibili, non misure che riducono l’offerta senza affrontare davvero i problemi strutturali della città”.
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