La Regione Toscana è intervenuta per modificare le regole del Reddito di reinserimento lavorativo, una misura pensata per sostenere i disoccupati in difficoltà e accompagnarli verso nuove opportunità occupazionali. La revisione si è resa necessaria dopo un avvio problematico, con numeri molto lontani dalle attese.
Dal 2 aprile, data di apertura del bando, si sono registrati oltre 1.200 accessi alla piattaforma regionale, ma solo 47 domande sono risultate effettivamente ammissibili. Un divario che ha spinto la giunta guidata da Eugenio Giani a intervenire con una nuova delibera per allargare i criteri di accesso.
Il principale cambiamento riguarda i beneficiari delle indennità di disoccupazione Naspi e Dis-Coll: nella versione iniziale erano esclusi coloro che avevano terminato il sussidio in anni precedenti a quello della domanda. Con la modifica, invece, potranno accedere anche chi ha concluso la Naspi o la Dis-Coll nel 2024, ampliando così in modo significativo la platea potenziale.
Alla base della stretta iniziale c’era la preoccupazione per la sostenibilità economica della misura, finanziata con 23 milioni di euro e pensata come strumento strutturale contro precarietà e disoccupazione. Tuttavia i criteri troppo rigidi hanno di fatto limitato fortemente l’accesso al contributo.
La Regione definisce l’intervento una “rimodulazione tecnica”, ma nei fatti si tratta di una correzione sostanziale, maturata anche dopo il confronto con sindacati e operatori del territorio. L’obiettivo resta quello di rendere il reddito regionale uno strumento efficace di reinserimento lavorativo, ma resta aperta la sfida sulla sua reale capacità di incidere sulla crisi occupazionale. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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