Dopo la relazione di Franchi, l'economista Leonardo Ghezzi ha presentato un quadro analitico e prospettico della situazione del distretto pratese


La crisi della filiera tessile tradizionale e la mancata interazione con il mondo del pronto moda, insufficiente comunque a compensare la crisi del distretto principale; il tema della legalità come precondizione per la dignità del lavoro; il percorso per favorire l'inclusione e integrazione dell'imprenditoria cinese nel tessuto economico e sociale del territorio; una serie di impegni concreti chiesti ai candidati che si sfideranno il 24 e 25 maggio per guidare Prato. E un lungo applauso a Tino Ferrari, l'ex docente universitario cacciato dal corteo del 25 aprile di Bologna, perché aveva con sé una bandiera ucraina. Sono alcuni degli spunti emersi dal Consiglio generale aperto che la Cisl Firenze-Prato ha tenuto stamani nella Camera di commercio della città. "Il modello Prato è sotto pressione - ha detto nella sua relazione il segretario generale Cisl Firenze-Prato Fabio Franchi - e i numeri non lasciano spazio a ottimismi: dal 2022 la produzione tessile ha perso oltre il 25%. Aziende storiche, che per decenni hanno incarnato l'eccellenza manifatturiera pratese, stanno alzando bandiera bianca. Vanno via competenze che non si ricostruiscono, la filiera si indebolisce e i buchi li riempie spesso chi opera con logiche diverse da quelle che hanno fatto grande questo distretto. Per troppo tempo abbiamo raccontato la crescita del pronto moda come alternativa accettabile al tessile tradizionale. Non lo è mai stata. Quel modello ha fatto girare denaro, ma non ha alimentato il tessuto economico locale". "Il pronto moda e il tessile - ha proseguito Franchi - sono due mondi che non interagiscono e non si completano" con un reddito medio pro capite per chi ci lavora che dai 30 mila euro del tessile precipita ai 22 mila del pronto moda. Una situazione critica che richiede interventi urgenti e una strategia complessiva. Per questo la Cisl indica una serie di priorità urgenti ai candidati sindaco, a partire da tre impegni concreti: rilanciare il tavolo del distretto; sostenere le aziende storiche; costruire una filiera trasparente e tracciabile che garantisca a ogni lavoratore, di qualunque nazionalità, i diritti fondamentali. Franchi ha dato notizia dell'accordo sottoscritto ieri sera tra Cna Prato-Pistoia e i sindacati Cgil, Cisl, Uil con le rispettive categorie di settore Filctem, Femca e Uiltec, volto a "favorire l'inclusione e l'integrazione dell'imprenditoria cinese nel tessuto economico e sociale del territorio. Dopo la relazione di Franchi, l'economista Leonardo Ghezzi ha presentato un quadro analitico e prospettico della situazione del distretto pratese. Sulla base di questi spunti si è svolta poi una tavola rotonda a cui hanno preso parte il presidente nazionale Confartigianato Moda Moreno Vignolini, la direttrice Cna Toscana Centro Cinzia Grassi, il preside dell'Istituto Guglielmo Marconi ed esperto processi alternanza scuola-lavoro Paolo Cipriani, la segretaria generale Cisl Toscana Silvia Russo. A chiudere i lavori è stato l'intervento del segretario confederale nazionale Cisl, Giorgio Graziani.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies