La struttura nel cuore del Gallo Nero tra innovazione e tradizione. Ambrogio Folonari riceve la cittadinanza onoraria: «Radicato sempre di più in questo territorio»

Inaugurata a Greve in Chianti la nuova Cantina del Cabreo, il polo produttivo delle Tenute del Cabreo nel cuore del Gallo Nero. Il progetto, realizzato da Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, rappresenta un investimento da 7 milioni di euro e si inserisce nel percorso di sviluppo tra produzione vinicola ed enoturismo.

La struttura è stata progettata dall’architetto fiorentino Carlo Ludovico Poccianti e custodisce oltre 300 contenitori tra tonneau, barrique e botti stagionate. Presenti anche vasche in acciaio per vinificazione e stoccaggio per una capacità complessiva di 4.500 ettolitri, oltre a sistemi di suddivisione dei diversi cru.

Ampio spazio è stato riservato alla componente tecnologica, con l’introduzione di un selezionatore ottico in grado di analizzare singolarmente ogni acino d’uva e ottimizzare la qualità della raccolta.

La cantina si articola in tre aree principali: la zona di vinificazione in acciaio a controllo termico, la barricaia con parametri ambientali costanti e la sala degustazione. Completa il progetto un archivio delle annate storiche dedicato ai Supertuscan prodotti nelle Tenute del Cabreo.

«La nuova Cantina del Cabreo è la sintesi perfetta tra identità aziendale, visione imprenditoriale e futuro – ha dichiarato Giovanni Folonari –. È un’esperienza immersiva radicata nella tradizione toscana ma fortemente innovativa, con tecnologie che ottimizzano il processo produttivo». Il manager ha inoltre ricordato come l’investimento si inserisca in un fatturato aziendale di circa 11 milioni di euro.

Secondo Folonari, il progetto completa il sistema di enoturismo delle Tenute del Cabreo, già composto da strutture ricettive e ristorative legate al territorio.

Nel corso dell’inaugurazione il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani ha conferito la cittadinanza onoraria al fondatore Ambrogio Folonari, riconoscendone il contributo alla valorizzazione del territorio e alla rinascita del vino toscano.

«Sono commosso per questa onorificenza – ha dichiarato Ambrogio Folonari –. Ho lasciato Brescia a 19 anni, poi Firenze e infine questo territorio, dove mi sono progressivamente radicato. Oggi questa cantina rappresenta un passaggio ulteriore di un percorso lungo decenni. La bellezza della struttura è interamente finalizzata alla qualità del vino, che resta il nostro obiettivo principale».

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