Sensori, serre smart e tecniche genomiche stanno trasformando il settore ortofrutticolo: cresce l’uso della tecnologia per ridurre costi e aumentare la competitività

Nelle campagne toscane l’innovazione non è più una prospettiva futura ma una realtà quotidiana. Il settore agricolo sta entrando a pieno titolo nell’era dell’agricoltura 5.0, con un numero crescente di aziende che adottano strumenti digitali per migliorare produttività e sostenibilità.

Secondo il primo censimento europeo sulla maturità digitale delle imprese agricole realizzato da Coldiretti Next, un’azienda ortofrutticola su cinque ha già introdotto tecnologie avanzate per ridurre consumi, ottimizzare risorse e affrontare le sfide legate a cambiamenti climatici, costi crescenti e malattie delle colture.

In Toscana le imprese specializzate in frutta e ortaggi sono oltre 4 mila e stanno accelerando la transizione tecnologica. Tra le innovazioni più diffuse ci sono serre idroponiche, centraline per il monitoraggio climatico e sensori in grado di analizzare lo stato di salute delle piante in tempo reale, guidando interventi mirati.

Gli investimenti si concentrano soprattutto sull’efficienza energetica e idrica, seguiti dalla riduzione di fertilizzanti e agrofarmaci. Importante anche lo sviluppo delle energie rinnovabili, mentre resta più contenuto il miglioramento della logistica e dei trasporti. Un’evoluzione resa necessaria anche dall’aumento dei costi delle materie prime, come fertilizzanti e carburanti agricoli.

Accanto alla digitalizzazione si diffondono le TEA, nuove tecniche genomiche che permettono di migliorare le colture senza introdurre DNA esterno, rendendole più resistenti agli stress climatici e più efficienti.

A sostenere il sistema agricolo restano anche i contratti di filiera e i mercati di Campagna Amica, che garantiscono maggiore stabilità economica e vendita diretta ai consumatori. Il quadro complessivo è quello di un’agricoltura toscana che, pur tra difficoltà strutturali, sta evolvendo verso un modello sempre più tecnologico, sostenibile e competitivo. Lo scrive Repubblica Firenze. 

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