Oltre 200 fra studentesse, studenti, docenti e tecnici amministrativi dell'Università di Firenze hanno assistito questo pomeriggio al Campus delle Scienze sociali di Novoli alla proiezione del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo', evento che rientra nell'ambito dell'iniziativa 'Le Università per Giulio Regeni', promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo, che ha coinvolto 76 Atenei, con due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca, a dieci anni dall'omicidio in Egitto del giovane dottorando friulano.
"A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni - ha affermato la rettrice Alessandra Petrucci che ha aperto l'incontro - l'Ateneo fiorentino rinnova il proprio impegno nella difesa della libertà di ricerca, valore fondante dell'autonomia accademica. Questo incontro rappresenta non solo un momento di memoria, ma soprattutto un'occasione per riflettere sul ruolo dell'università come spazio di conoscenza libera, critica e indipendente. Ricordare Giulio significa riaffermare con forza il diritto di ogni ricercatore a svolgere il proprio lavoro senza paura".
Dopo i video introduttivi con gli interventi dei genitori di Giulio Regeni, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell'avvocato della famiglia Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti, è stato proiettato il documentario. A seguire, si è tenuto un dibattito con i docenti dell'Ateneo Luca Bravi (Storia della pedagogia e dell'educazione) e Deborah Russo (Diritto internazionale), moderato da Chiara Brilli, direttrice di Controradio.
Tra i saluti, quello dell'assessora regionale all'università Cristina Manetti e di Silvana Sciarra, ex presidente della Corte costituzionale e professoressa emerita Unifi di Diritto del lavoro.
"A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni - ha affermato la rettrice Alessandra Petrucci che ha aperto l'incontro - l'Ateneo fiorentino rinnova il proprio impegno nella difesa della libertà di ricerca, valore fondante dell'autonomia accademica. Questo incontro rappresenta non solo un momento di memoria, ma soprattutto un'occasione per riflettere sul ruolo dell'università come spazio di conoscenza libera, critica e indipendente. Ricordare Giulio significa riaffermare con forza il diritto di ogni ricercatore a svolgere il proprio lavoro senza paura".
Dopo i video introduttivi con gli interventi dei genitori di Giulio Regeni, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell'avvocato della famiglia Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti, è stato proiettato il documentario. A seguire, si è tenuto un dibattito con i docenti dell'Ateneo Luca Bravi (Storia della pedagogia e dell'educazione) e Deborah Russo (Diritto internazionale), moderato da Chiara Brilli, direttrice di Controradio.
Tra i saluti, quello dell'assessora regionale all'università Cristina Manetti e di Silvana Sciarra, ex presidente della Corte costituzionale e professoressa emerita Unifi di Diritto del lavoro.
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