"Contro caporalato, lavoro nero e sfruttamento, non servono nuove passerelle politiche di facciata, servono strumenti concreti, risorse dedicate, controlli effettivi e responsabilità chiare lungo tutta la filiera agricola". A dirlo è il segretario generale della Fai-Cisl Toscana, Massimiliano Gori, a proposito del 'Pacchetto agricoltura' in corso di elaborazione da parte della Regione Toscana.
Per Gori il provvedimento rappresenta "un'occasione utile" perché contiene elementi positivi, tra cui la rete del lavoro agricolo di qualità, gli elenchi telematici presso i Centri per l'impiego e le premialità per le imprese regolari, ma "la vera sfida per la Toscana non è annunciare ciò che esiste già, quanto rendere operativi gli strumenti rimasti troppo spesso frammentati, non vincolanti, non finanziati e senza monitoraggio". Secondo il sindacalista "chi rispetta contratti, sicurezza, contributi e legalità deve essere valorizzato", mentre chi sfrutta lavoratori o viola le regole "non deve ricevere sostegno pubblico", per cui "deve essere escluso dai benefici e, nei casi accertati, deve restituire le risorse ricevute".
La Fai Cisl Toscana chiede quindi che la proposta di legge venga rafforzata su alcuni punti precisi, fra cui copertura finanziaria adeguata per l'attuazione di tutti gli strumenti; esclusione di lavoro nero, caporalato, sicurezza, previdenza, appalti illeciti e sfruttamento dalla logica della diffida amministrativa per violazioni sanabili; piena condizionalità sociale per contributi, premialità e accesso ai fondi pubblici; elenchi telematici dei lavoratori agricoli accessibili con tracciabilità delle chiamate e delle assunzioni; sportelli mobili, mediazione linguistica, tutela legale, alloggio, trasporto e continuità occupazionale per le vittime di sfruttamento.
Per Gori il provvedimento rappresenta "un'occasione utile" perché contiene elementi positivi, tra cui la rete del lavoro agricolo di qualità, gli elenchi telematici presso i Centri per l'impiego e le premialità per le imprese regolari, ma "la vera sfida per la Toscana non è annunciare ciò che esiste già, quanto rendere operativi gli strumenti rimasti troppo spesso frammentati, non vincolanti, non finanziati e senza monitoraggio". Secondo il sindacalista "chi rispetta contratti, sicurezza, contributi e legalità deve essere valorizzato", mentre chi sfrutta lavoratori o viola le regole "non deve ricevere sostegno pubblico", per cui "deve essere escluso dai benefici e, nei casi accertati, deve restituire le risorse ricevute".
La Fai Cisl Toscana chiede quindi che la proposta di legge venga rafforzata su alcuni punti precisi, fra cui copertura finanziaria adeguata per l'attuazione di tutti gli strumenti; esclusione di lavoro nero, caporalato, sicurezza, previdenza, appalti illeciti e sfruttamento dalla logica della diffida amministrativa per violazioni sanabili; piena condizionalità sociale per contributi, premialità e accesso ai fondi pubblici; elenchi telematici dei lavoratori agricoli accessibili con tracciabilità delle chiamate e delle assunzioni; sportelli mobili, mediazione linguistica, tutela legale, alloggio, trasporto e continuità occupazionale per le vittime di sfruttamento.
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