Una macchia indelebile su una giornata che, per il resto, sarebbe stata da incorniciare. La splendida prestazione della squadra a Torino contro la Juventus è stata purtroppo rovinata dal gravissimo infortunio occorso a Fabiano Parisi. Per l'esterno difensivo si è reso necessario un immediato intervento chirurgico a seguito della rottura del legamento, un incidente stroncante che lo costringerà a un lungo e forzato periodo di stop.
La notizia rappresenta un duro colpo per tutto l'ambiente, soprattutto considerando che il calciatore era diventato uno degli emblemi della gestione di Paolo Vanoli. Se durante la precedente guida tecnica di Stefano Pioli il giocatore era rimasto un autentico oggetto misterioso, collezionando appena 30 minuti totali di presenza sul terreno di gioco, con il nuovo corso si era trasformato in un titolare inamovibile. Grazie alla sua straordinaria duttilità tattica, Parisi ha giocato a sinistra, a destra e come terzino puro, garantendo sempre un rendimento di altissimo livello.
L'infortunio complica inevitabilmente anche le strategie societarie a lungo termine. Come analizzato nell'edizione odierna di Repubblica, al di là di un campionato ormai giunto ai titoli di coda, l'assenza prolungata del difensore andrà a impattare pesantemente sulle prossime manovre di calciomercato. Con i tempi di recupero stimati che ne prevedono il rientro in campo solo negli ultimi mesi del 2026, la dirigenza sarà costretta a muoversi in entrata per trovare un sostituto all'altezza in vista della prima parte della nuova stagione.
Parallelamente si blocca anche il fronte delle cessioni. Le ottime prestazioni fornite da Parisi sotto la guida di Vanoli avevano attirato l'attenzione di diversi club importanti, rendendolo uno dei potenziali pezzi pregiati della sessione estiva e un'ottima fonte di potenziale plusvalenza. Ogni discorso di mercato è ora necessariamente congelato. L'unica nota di serenità per la società è rappresentata dalla scadenza del contratto, blindato fino al 30 giugno 2029, un fattore che permette di gestire la situazione senza l'ansia di scadenze imminenti. Per il calciatore il percorso verso il recupero inizia oggi stesso con i primi passi della riabilitazione.
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