Il Comune studia rincari fino al 20% per le strutture chiuse nel centro storico. Confcommercio e Confesercenti: “Giusta una tariffazione differenziata, ma servono equilibrio e gradualità”

A Firenze si apre il confronto sul nuovo piano del Comune per la revisione delle tariffe del suolo pubblico nel centro storico. Palazzo Vecchio starebbe valutando aumenti fino al 20% per i dehors chiusi nelle aree più pregiate, introducendo una differenziazione basata sia sulla posizione delle attività sia sulla tipologia delle strutture.

La proposta nasce da uno studio commissionato all’Università di Firenze, che ha analizzato 64 attività tra bar, ristoranti e alberghi nel centro Unesco, evidenziando una maggiore redditività per i locali dotati di dehors strutturati e chiusi, soprattutto nelle zone a forte presenza turistica.

Le associazioni di categoria non respingono l’idea di una tariffazione più articolata, ma chiedono prudenza. Confcommercio Firenze, attraverso il presidente Aldo Cursano, riconosce che chi dispone di strutture più attrezzate e in aree centrali abbia vantaggi economici, ma avverte che un aumento del 20% rischia di pesare molto sulle imprese. Secondo Cursano serve equilibrio per evitare ricadute sui prezzi e sull’immagine della città.

Anche Confesercenti Firenze si dice favorevole a una revisione della Cosap che distingua tra semplici tavolini all’aperto e dehors chiusi, ma chiede maggiore chiarezza su modalità, tempi e aree interessate dagli aumenti. L’associazione attende un confronto ufficiale con il Comune prima di esprimere una valutazione definitiva. Lo scrive la Nazione. 

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