Un importante frammento della “Tebaide” attribuita al Beato Angelico è stato venduto all’asta da Pandolfini per circa 450mila euro, segnando la conclusione di un mistero durato oltre mezzo secolo. L’opera, scomparsa dai radar dal 1970, era stata parte della collezione Bartolini Salimbeni e riemersa solo attraverso fotografie in bianco e nero.
Il dipinto, in condizioni conservative difficili anche a causa dei danni subiti durante l’alluvione di Firenze del 1966 e mai restaurato, rappresenta una rara scena di vita degli anacoreti nel deserto di Tebe, tipica dell’iconografia domenicana.
Secondo gli studiosi, il frammento potrebbe essere collegato ad altre parti della stessa opera conservate al Museo di San Marco e al Museo di Belle Arti di Budapest, alimentando il dibattito sull’originale e sulle possibili copie o derivazioni.
Lo Stato ha avviato la procedura di vincolo per l’elevato interesse culturale, impedendo l’uscita del dipinto dall’Italia, ma non ha potuto esercitare la prelazione perché l’iter non è ancora concluso. L’opera resta quindi in mano privata, in attesa di futuri studi e di un possibile restauro che ne chiarisca ulteriormente la storia. Lo scrive Repubblica Firenze.
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