Doveva essere l’estate della consacrazione, rischia di trasformarsi in quella dell’attesa. Fabiano Parisi si è fermato nel momento in cui sembrava aver finalmente trovato spazio, fiducia e continuità. La diagnosi arrivata dopo gli esami strumentali — lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro — pesa come un macigno sia sul giocatore che sulla Fiorentina, chiamata ora a rivedere alcune strategie per il presente e per il futuro.
Il momento in cui tutto cambia arriva durante Juventus-Fiorentina. Al 31’, un movimento sbagliato, il dolore immediato e una reazione che lascia pochi dubbi sulla gravità: Parisi si accascia, alza le braccia verso il cielo prima ancora di cadere del tutto, mentre attorno a lui i compagni capiscono subito che non si tratta di un problema banale. La dedica di Mandragora dopo il gol nel secondo tempo è il primo segnale di vicinanza a chi aveva appena ricevuto un colpo durissimo.
Il responso medico conferma le sensazioni: stagione che parte inevitabilmente in salita, con tempi di recupero ancora difficili da definire. L’obiettivo realistico resta quello di rivederlo a disposizione verso fine ottobre, ma per un infortunio di questo tipo prudenza e pazienza saranno inevitabili.
Il problema, però, non riguarda solo il singolo. Perché Parisi era diventato molto più di una semplice alternativa sulle fasce. Dopo mesi complicati nei suoi primi anni in viola, il classe 2000 sembrava aver trovato una nuova identità tattica. Paolo Vanoli aveva intravisto in lui qualità diverse, avanzandone il raggio d’azione e trasformandolo progressivamente in un esterno offensivo sulla destra. Una soluzione che aveva dato risposte convincenti e che sembrava destinata a diventare centrale nel progetto tecnico della prossima stagione.
Una crescita che non era passata inosservata nemmeno all’estero. Il Como di Cesc Fabregas aveva manifestato interesse concreto dopo le ottime impressioni lasciate dal giocatore nello scontro del Sinigaglia dello scorso febbraio. Un’idea di mercato che ora inevitabilmente si raffredda, almeno nel breve periodo.
Ma il contraccolpo potrebbe allargarsi anche ad altre operazioni. L’assenza di Parisi per i primi mesi dell’anno potrebbe infatti modificare le valutazioni della Fiorentina sui riscatti degli esterni offensivi, soprattutto quelli di Jack Harrison e Manor Solomon.
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