La Toscana è in ritardo sullo sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare per fotovoltaico ed eolico, secondo quanto evidenziato anche dall’Ordine degli ingegneri di Florence. Il divario rispetto agli obiettivi europei al 2030 riguarda soprattutto la capacità installata e la velocità delle autorizzazioni.
Per accelerare, la Regione guidata dall’assessore all’ambiente David Barontini sta lavorando a un nuovo piano delle cosiddette “zone di accelerazione”. Si tratta di aree già compromesse dal punto di vista ambientale o industriale (come cave dismesse, aree produttive o discariche), dove gli impianti potranno essere autorizzati con procedure più rapide e semplificate.
In queste zone i tempi per i permessi dovrebbero ridursi sotto l’anno, con iter ancora più rapidi per impianti di piccola potenza e, in alcuni casi, senza necessità di valutazione di impatto ambientale. L’obiettivo è aumentare le aree idonee fino a un massimo del 3,5% del territorio regionale.
Il piano si inserisce in un quadro normativo ancora incompleto, dopo il rinvio della legge regionale sulle aree idonee a seguito di modifiche nazionali e sentenze amministrative. La nuova normativa dovrà ora essere riscritta e approvata dalla giunta regionale.
Secondo gli ingegneri, però, i progressi restano insufficienti: tra 2021 e oggi la Toscana ha installato circa 900 MW di nuova potenza rinnovabile contro i 1.125 previsti, con un ulteriore gap rispetto agli obiettivi futuri. Per raggiungere i target al 2030 servirebbero circa 6.500 MW complessivi, un traguardo che al ritmo attuale appare lontano. Lo scrive Repubblica Firenze.
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