La stagione della Fiorentina si è conclusa con il pareggio contro l’Atalanta, ma il clima attorno alla squadra è stato segnato soprattutto dalla forte protesta dei tifosi. Già nei giorni precedenti alla partita, Firenze era stata riempita di striscioni di contestazione comparsi in vari quartieri della città, da Scandicci a Le Cure. La tifoseria organizzata ha voluto manifestare apertamente il proprio dissenso verso squadra e società, definendo l’annata come uno “scempio” da non ripetere.
Durante la gara del Franchi, la Curva Fiesole ha continuato la protesta con cori e fischi rivolti ai giocatori e all’ambiente viola. Tra i più contestati c’è stato Gudmundsson, bersagliato dai fischi al momento della sostituzione. Al termine della partita, la squadra non si è avvicinata sotto la curva, fermandosi a metà campo dopo il triplice fischio, segno evidente della distanza ormai creatasi con i tifosi.
L’unico a ricevere applausi è stato Paolo Vanoli, considerato dalla tifoseria una delle poche note positive della stagione e omaggiato con cori dedicati. Critiche invece anche per Raffaele Palladino, finito nel mirino con il coro “Palladino salta la panchina”. Il messaggio lanciato dai sostenitori viola è chiaro: la piazza pretende cambiamenti profondi e non vuole più vedere una stagione giudicata indegna della storia e della maglia della Fiorentina.
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