Entro il 30 giugno dovranno chiudersi i lavori finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. In ballo oltre 4 miliardi di euro

È iniziato il conto alla rovescia per i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: entro il 30 giugno dovranno essere conclusi tutti gli interventi finanziati con fondi europei, altrimenti le spese successive non saranno considerate ammissibili.

In Tuscany, dopo la pandemia, erano stati avviati oltre 43mila progetti. Secondo i dati regionali, circa il 76% risulta già completato, più di 30mila opere. Restano però da chiudere quasi 10mila interventi, molti dei quali concentrati nella provincia di Florence, dove si contano oltre 10mila progetti complessivi.

Le risorse maggiori sono state destinate alla transizione ecologica, alla digitalizzazione, alla cultura, all’istruzione e alla sanità. Tra gli interventi già conclusi figurano la nuova palestra dell’Istituto Agrario di Firenze e lavori di sicurezza in alcune scuole cittadine. Sul fronte sanitario sono state realizzate nuove Case di comunità, tra cui quelle di Ponsacco, Firenze e Lastra a Signa, oltre all’acquisto di apparecchiature diagnostiche e progetti di digitalizzazione ospedaliera.

Secondo le stime, in Toscana restano ancora da completare circa mille interventi nel settore scuola e istruzione, per un valore vicino ai 700 milioni di euro, oltre a opere sulla rete idrica e contro il dissesto idrogeologico.

Il governo ha fissato al 31 agosto il termine per presentare tutta la documentazione di rendicontazione all’Europa. Dopo quella data, i risultati ottenuti non potranno più essere riconosciuti ai fini del Pnrr.

Nel frattempo, il tema del lavoro nei cantieri torna al centro dell’attenzione dopo la denuncia della CGIL sull’aggressione subita da tre ispettori del lavoro durante un controllo in un cantiere a Scandicci. Secondo il sindacato, gli ispettori sarebbero stati aggrediti dopo aver riscontrato lavoratori in nero. Solidarietà è stata espressa dalla sindaca Claudia Sereni. Lo scrive Repubblica. 

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