All’Osteria Cantagallo la presentazione ufficiale della nuova associazione di produttori vitivinicoli indipendenti tra Lastra a Signa, Montelupo, Capraia e Limite ed Empoli.

Mettere insieme le forze per superare l'isolamento dei singoli brand, promuovere le eccellenze locali e valorizzare un'area vinicola tanto ricca quanto al di fuori dei grandi circuiti consortili. Con questo spirito è nato ufficialmente il gruppo “2 Sponde d'Arno”, presentato presso l'Osteria Cantagallo di Capraia e Limite. La rete, che a breve si costituirà formalmente in associazione dotata di uno statuto autonomo, riunisce dieci aziende agricole e artigiane situate nei territori comunali che si affacciano sulle rive del fiume Arno, un asse fluviale scelto come simbolo proprio per l'antico e cruciale ruolo commerciale esercitato nei secoli per queste comunità.

Il nucleo fondatore della nuova realtà associativa è composto da aziende agricole radicate nella provincia fiorentina. Tra i firmatari del progetto figurano Canneta-I Mori di Lastra a Signa, Fattoria Castellina di Capraia e Limite, Fattoria di Piazzano di Empoli, oltre a Fattoria Sammontana, Fattoria Patrignano e Tenuta San Vito, tutte e tre situate a Montelupo Fiorentino. Completano l'alleanza l'Impresa Agricola Colle Paradiso, il Podere La Botta, la Tenuta Cantagallo e, in qualità di presidio artigianale locale, la torrefazione Caffè Negro di Limite sull'Arno. La strategia comune si basa sulla cooperazione solidale, rifiutando la logica della concorrenza interna a favore dell'organizzazione di eventi sinergici per accrescere la visibilità dei rispettivi prodotti.

L'idea, nata circa un anno fa, punta ad accendere i riflettori su un panorama enologico meno noto rispetto ad altre blasonate denominazioni toscane. Niccolò Paci della Fattoria Patrignano e Chiara Giannelli della società agricola Canneta-I Mori hanno sottolineato la necessità di valorizzare le sfaccettature storiche e produttive di un territorio d'eccellenza che merita maggiore centralità. L'Arno, in questo contesto, smette di essere una barriera geografica e diventa il filo conduttore di un racconto identitario condiviso.

L'assenza di un consorzio di tutela di riferimento per queste specifiche sotto-zone ha spinto i produttori a fare sistema in modo autonomo. Come evidenziato da Enrico Pierazzuoli dell'Osteria Cantagallo, l'obiettivo è trasformare il confronto tra imprese in un'occasione di arricchimento reciproco, dove le debolezze del singolo possano essere compensate dalle competenze degli altri partner. La neonata associazione guarda con attenzione anche al ricambio generazionale, promuovendo iniziative come aperitivi a base di vino pensati per avvicinare il pubblico più giovane, mantenendo le porte aperte all'ingresso di nuove aziende agricole del territorio desiderose di sposare il medesimo percorso. Lo scrive il QN.

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